Manuel Di Fazio, rappresentante degli studenti dell’I.I.S. Boccardi-Tiberio, il suo nome lo abbiamo letto sulle pagine locali con una certa frequenza fino alla scorsa primavera, quando solitamente gli studenti hanno già cessato le manifestazioni e si proiettano verso gli esami di maturità o il recupero di qualche insufficienza. Termoli si è colorata più volte durante lo scorso anno scolastico e sempre per ragioni molto valide, sintomo questo di sensibilità e senso civico che sovvertono gli stereotipi o i luoghi comuni che vorrebbero etichettare i giovani come pigri e indifferenti.
Di Fazio, a conclusione dell’anno scolastico e degli esami di maturità che cedono finalmente il passo all’estate, proviamo fare un bilancio dell’attività svolta dal movimento studentesco termolese. Innanzitutto oserei affermare che dopo decenni si è ricostituito un movimento organico, su quali basi e con quali prospettive?
Io credo che il lavoro fatto da noi rappresentanti, sia stato semplicemente quello di mettere in luce determinati temi ed evidenti problematiche, con cui chiunque vive in questo territorio è destinato, prima o poi, a scontrarsi. A novembre del 2024, durante il mio terzo anno e all’alba della mia prima carica da Rappresentante d’Istituto, abbiamo manifestato per dire un secco No, al provvedimento che prevedeva l’accorpamento del nostro istituto, all’Istituto Alberghiero. Tutto questo avrebbe comportato una serie di rallentamenti generali nelle operazioni di segreteria, ma, scendendo in piazza, abbiamo fatto valere la nostra voce. Il risultato? Unica scuola a non essere stata accorpata di quelle elencate nel provvedimento. Ritornando in modo specifico sulla domanda, chiarisco che ciò che ho appena detto, vuol far capire che non siamo un vero e proprio movimento organizzato, ma un gruppo di ragazzi e ragazze, che quando devono almeno provare a far svegliare le coscienze degli studenti e delle studentesse, ce la mettono tutta.
I temi della pace e della sanità possono essere considerati argomenti trasversali, interclassisti e intergenerazionali, condivide?
Pienamente d’accordo, la nostra generazione purtroppo sta vivendo la propria adolescenza in un periodo nel quale parlare di guerra è considerato normale, un periodo nel quale si crede che si possa costruire la pace attraverso il riarmo. Sta a noi adesso, far vedere che siamo più forti di propagande e di vari populismi, che non vedono la pace come unica soluzione. Per la sanità ancor di più, soprattutto nel nostro territorio, che è da tempo martoriato da gestioni che promuovono malasanità, che porta l’intera popolazione molisana all’esasperazione totale. Bisogna costruire per un futuro di pace, e per una sanità pubblica, senza se e senza ma.
Lei è tra i rappresentanti degli studenti che ha chiesto a gran voce a partiti e movimenti politici di evitare l’esposizione dei colori di parte. La domanda appare retorica, ma spieghi al dirigente politico per quale motivo è stata rimarcata la richiesta.
Mi spiego, pur essendo un novellino in questo ambiente, qualcosina l’ho imparata. Chiarisco subito, sono tesserato ad un partito da poco, ma comunque attraverso i social e la mia militanza, è chiaro un po’ a tutti il mio orientamento politico. Abbiamo deciso con gli altri rappresentanti di rendere questa manifestazione apartitica, perché non volevamo essere strumentalizzati. Alla mobilitazione per Gaza, a settembre, specificammo la stessa identica cosa, poiché non avevamo voglia di vedere politici farsi intervistare prendendosi la prima pagina, e indebolendo così l’immagine dei ragazzi. Queste figure la loro possibilità l’hanno ogni giorno, nei consigli comunali, nelle interviste frequenti, negli eventi in cui vengono spesso invitati; beh, noi no! Crediamo quindi che quando siamo noi a metterci la faccia, dobbiamo prenderci in toto sia le critiche che le lodi. Inoltre, la protesta contro il POS era trasversale e univa un po’ tutti. Certo, se poi si controlla quali sono stati i provvedimenti e le decisioni che hanno portato a questa drammatica situazione, sono sicuro che saremmo i primi a spaccarci, come lo saremmo in una ricostruzione del sistema sanitario. In questo momento però l’unico obiettivo è far valere la voce degli studenti e delle studentesse che sono scesi in piazza.
A settembre si tornerà sui banchi di scuola, oltre alla doverosa didattica, quali iniziative si possono già prevedere e con quali modalità organizzative?
A settembre si torna e non vediamo l’ora di organizzare quanto più possibile. Personalmente vorrei avere più eventi che sensibilizzano in generale i rapporti che si costruiscono nell’età adolescenziale. Vorrei avere un’educazione sessuo-affettiva spiegata da esperti durante eventi. Vorrei che davvero la scuola desse degli aiuti psicologici a ragazzi che ne hanno bisogno. Vorrei che chi si riempie la bocca con la parola “meritocrazia”, capisca che non tutti partono dalla stessa base e quindi ricostruire un po’ l’opinione pubblica sulle bocciature, sui voti e sul rendimento scolastico generale.
Si riproporrà come rappresentante degli studenti ed eventualmente, con quale programma?
Probabilmente mi ricandiderò, ma a prescindere darò sempre il massimo per provare a rendere la scuola e in generale Termoli, un luogo più sereno per le persone che ci passano i migliori anni. Il programma sarà poi sviluppato insieme dalla lista con la quale mi presenterò eventualmente, ma posso elencare qualche punto cardine: educazione sessuo-affettiva; pace; partecipazione degli studenti nella vita scolastica; gite a prezzi accessibili; eventi con esperti su temi delicati; valorizzazione dell’assemblea d’istituto, cosa che quest’anno non sono riuscito a fare quindi qualcosa mi bolle dentro. Sicuramente avremo altre proposte e col tempo riusciremo a concretizzare il più possibile. Ringrazio per la disponibilità a dare voce a un semplice studente.
