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FARE PAGARE LE TASSE AI RICCHI È UNA QUESTIONE DI GIUSTIZIA COSTITUZIONALE 

di Michele BLANCO

Mi sembra veramente incredibile come in molti non capiscono o fanno finta di non capire che in Italia serve una grande e incisiva riforma fiscale che vada in direzione di una maggiore redistribuzione della ricchezza. Di fronte all’attuale ingiusto sistema fiscale italiano una tale riforma sembra assolutamente utile e necessaria. Nell’attuale sistema fiscale inoltre ci troviamo contro quello che è chiaramente scritto nella nostra Costituzione e oggi cambiare l’ingiusto sistema fiscale é diventato una necessità indispensabile per una ragione chiarissima di semplice giustizia fiscale. Nel 2025 il totale delle entrate tributarie è stato di 662 miliardi di euro, di cui l’Irpef ha coperto 227 miliardi, con un incremento di quasi 10 miliardi rispetto al 2024. Di questi 227 miliardi, il 90% deriva da lavoratori dipendenti e pensionati. Sempre nel campo delle imposte dirette, le cosiddette imposte “sostitutive”, sui guadagni finanziari, sugli affitti etc., hanno generato 21 miliardi, mentre l’Ires, l’imposta sui profitti, è stata pari solo a 60 miliardi. Il quadro è completato dalle imposte locali per un gettito di circa 17 miliardi. Ci sono poi le imposte indirette, quelle che colpiscono i consumi e non sono minimamente legate al reddito, che sono state di 270 miliardi di euro, con l’Iva e le accise che hanno incassato 230 miliardi di euro. 

Dovrebbe essere chiaro e molto evidente a tutti che una composizione delle entrate tributarie di questa natura non sia sostenibile, questo perché ha una base imponibile troppo squilibrata verso le classi sociali più deboli e perché il gettito delle imposte sui profitti è davvero vergognosamente troppo basso, così come è ridottissimo quello delle imposte sostitutive i cui contribuenti, peraltro, beneficiano della possibilità di scegliere liberamente il regime fiscale a cui sottoporsi. E’ altrettanto chiaro che un sistema siffatto sia per il peso delle imposte indirette sia per i troppi regimi di flat tax, quello delle sostitutive, non sia coerente, anzi non corrisponde affatto, con i principi costituzionali della progressività previsti dall’articolo 53 della Costituzione. Quindi la riforma fiscale è davvero indispensabile e deve essere a beneficio della stragrande maggioranza della popolazione italiana. Ma nessuna forza politica la propone con chiarezza e forza. Vorrei provare Provo a formulare   una possibile proposta semplice e articolata in solo tre punti che dovrebbero essere complementari, e non alternativi tra loro. 

Per primo occorre certamente riportare sotto il regime Irpef le imposte sostitutive per consentire l’effetto cumulo dei redditi e quindi ripristinare il principio fondamentale di progressività nel pagare le tasse. Infatti nell’attuale sistema, i guadagni delle plusvalenze finanziarie non si sommano al reddito e dunque ne beneficiano solo i redditi più alti, così come le cedolari secche sugli affitti. In merito al regime Irpef, sarebbe opportuno aumentare gli scaglioni più alti concependo altre due aliquote del 50% per i redditi superiori ai 75 mila euro e del 55 per cento sopra i 100 mila euro.

Al secondo punto bisogna alzare le aliquote Ires, per le banche, le società energetiche e quelle della difesa, in modo da avere una tassazione  effettiva del 35%. 

È necessaria un’imposta patrimoniale con aliquota dell’1% sui patrimoni che superano i 4 milioni di euro e del 2% sopra gli 8 milioni, con l’esclusione della prima casa. 

Si tratta dell’unico modo per tassare gli aumenti dei patrimoni finanziari che si sono registrati in modo veramente eccessivo negli ultimi decenni,  mentre i salari e gli stipendi hanno perso enormemente il loro potere d’acquisto. Con le maggiori entrate garantite da queste misure, sarebbe possibile azzerare totalmente l’Iva sui prodotti di prima necessità e di ridurre l’aliquota ordinaria al 20%, avendo così anche  a disposizione poco fino a 30 miliardi in più da destinare alla spesa sociale, alle spese sanitarie e all’istruzione.

  • Ha conseguito l'Abilitazione Scientifica Nazionale alle funzioni di professore universitario di II fascia (associato) nel settore concorsuale 14/C1 Sociologia Generale. Dottore di ricerca in “Diritti dell’uomo e Diritti fondamentali. Teorie, etiche e simboliche della cittadinanza” presso la facoltà di Giurisprudenza della Seconda Università di Napoli. Dall’Anno Accademico 2004-2005 e successivi, incarico di insegnamento in Diritti dell’Uomo - Corso istituzionale in Alta Formazione europea, affidato a titolo di contratto integrativo di diritto privato dalla Facoltà di Studi politici e per l’Alta Formazione Europea e Mediterranea “Jean Monnet”, Università degli studi di Napoli.
    Tra i suoi saggi più rilevanti si ricordano: “La vera ragione dei diritti umani e la democrazia partecipativa come premessa al reciproco riconoscimento tra i popoli” (2006), “Democrazia deliberativa ed opinione pubblica emancipata” (2008), “Cosmopolitismo e diritti fondamentali” (2008), “Diritti e diseguaglianze. La crisi dello stato nazionale e al contempo dello stato sociale” (2017), “Nota critica a Thomas Piketty, Capitale e ideologia” (2021) “Nota critica a Katharina Pistor, Il codice del capitale. Come il diritto crea ricchezza e disuguaglianza” (2021). “Recensione critica a Thomas Piketty, Una breve storia dell’uguaglianza” (2021). “La politica post-democratica caratterizza, sempre più, il mondo attuale” (2024). “Introduzione al percorso intellettuale di Jürgen Habermas Habermas sociologo o filosofo? Certamente un intellettuale volto alla ricerca costante dell’emancipazione della persona umana”, Lanciano, Carabba (2024). “Jürgen Habermas. il Globalismo giuridico e la negazione della Guerra” (2024). “Il mondo contemporaneo tra post-globalizzazione, multipolarismo, conflitti e necessità di un nuovo ordinamento che permetta l’effettivo rispetto dei diritti umani fondamentali” (2025). “The newpossible age of post-globalitasion. Sociological and legal reflection on the need for a Constitution uniting all the nationsof the world”, in “Sociology and Social Work Review, volume 8, (Issue 1) /2024, di pp. 152-180. Con L. Altieri “Deliberative democracy in Habermas”, in “Sociology and Social Work Review, volume 9, (Issue 1) /2025, pp. 154-169. Con L. Altieri, “Intelligenza Artificiale e disuguaglianze, grandi rischi e possibili opportunità per il futuro della democrazia”, in G. Cifaldi, Intersezioni sociologiche (2025) ISBN: 978-8863448368. Con L. Altieri, “Un grave problema delle società contemporanee: Le ingiustificate diseguaglianze”, in G. Cifaldi, Intersezioni sociologiche (2025). ISBN: 978-8863448368.

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