Per chi desidera approfondire le caratteristiche delle piattaforme internazionali e delle promozioni disponibili, è utile consultare una guida aggiornata sui casino non AAMS bonus senza deposito, con informazioni sui principali aspetti da valutare prima della scelta. Un’analisi completa permette di conoscere meglio condizioni, requisiti e dettagli delle offerte online.

Per chi desidera conoscere meglio le caratteristiche dei casinò online con diverse fasce di puntata, è utile consultare una guida dedicata al casino senza limiti di puntata 2026, con un confronto tra valori minimi e massimi disponibili. Un’analisi aggiornata dei limiti consente di comprendere meglio le differenze tra le varie piattaforme e le opzioni di gioco offerte.

Per chi desidera conoscere le caratteristiche delle piattaforme internazionali, una panoramica sui casino non AAMS deposito minimo può aiutare a valutare meglio le diverse opzioni disponibili. Le guide aggiornate permettono di confrontare aspetti come condizioni di accesso, modalità di pagamento e caratteristiche dei siti di gioco online.

Per chi desidera approfondire le caratteristiche dei pagamenti digitali e delle piattaforme internazionali, è possibile consultare la guida dedicata ai casino non AAMS Satispay 2026, con informazioni su depositi e servizi disponibili. Un’analisi aggiornata aiuta a comprendere meglio le differenze tra i vari operatori esteri e i metodi di pagamento più utilizzati.

Per chi desidera conoscere meglio le nuove tendenze del settore del gioco online, è possibile approfondire le caratteristiche dei casino non AAMS 2026 e confrontare le informazioni disponibili sulle diverse piattaforme. Una panoramica aggiornata aiuta a valutare con maggiore consapevolezza servizi, condizioni e novità del mercato internazionale.

Scopri tutte le informazioni aggiornate sui casino senza documenti 2026, con approfondimenti sulle piattaforme No KYC, sulle modalità di accesso rapido e sulle offerte bonus disponibili. Una guida completa per conoscere le principali caratteristiche dei casinò online senza verifica e valutare le diverse opportunità del settore.

Per chi desidera conoscere meglio le piattaforme internazionali con piccoli versamenti iniziali, è possibile approfondire la guida dedicata ai casino non AAMS deposito minimo 5 euro, con informazioni aggiornate su caratteristiche e offerte disponibili. Un’analisi completa aiuta a confrontare le diverse soluzioni e a valutare con maggiore attenzione le condizioni dei bonus e dei servizi proposti.

Per chi cerca informazioni aggiornate sulle piattaforme di gioco online, è utile conoscere le caratteristiche dei casino non AAMS che pagano subito, con particolare attenzione ai tempi di prelievo e alla sicurezza delle transazioni. Una corretta valutazione dei siti disponibili permette di individuare soluzioni con pagamenti rapidi e condizioni trasparenti.

Per chi desidera approfondire il tema dei casinò online internazionali, è utile consultare una panoramica aggiornata sui casino non AAMS affidabili con informazioni sulle caratteristiche principali e sui criteri di valutazione. Una guida dedicata permette di comprendere meglio differenze, requisiti e aspetti da considerare prima di scegliere una piattaforma di gioco.

Per chi vuole approfondire il tema dei casino non AAMS Mastercard 2026, è importante conoscere caratteristiche, metodi di pagamento disponibili e aspetti da valutare prima di scegliere una piattaforma online. Una guida aggiornata aiuta gli utenti italiani a comprendere meglio le differenze tra operatori esteri, condizioni di utilizzo e strumenti di pagamento.

Scopri una panoramica aggiornata sui migliori casino con SPID 2026, con informazioni utili sulle modalità di registrazione rapida e sulle principali offerte disponibili. Una guida pensata per chi cerca soluzioni moderne con accesso tramite identità digitale e bonus dedicati agli utenti italiani.

Scopri le migliori opportunità di gioco online con casino non AAMS con deposito minimo 10 euro, una soluzione interessante per chi cerca piattaforme affidabili e vantaggi esclusivi. Le guide aggiornate aiutano gli utenti a valutare bonus, sicurezza e caratteristiche dei principali siti di gioco disponibili nel 2026.

Per chi desidera conoscere le opzioni più interessanti del settore online, è utile consultare una guida aggiornata sui casino non AAMS deposito 3 euro, con informazioni sulle caratteristiche principali e sulle alternative disponibili nel 2026. Una panoramica completa aiuta a valutare meglio le diverse piattaforme e le loro condizioni prima di scegliere.

Per chi desidera approfondire le caratteristiche dei portali internazionali e i metodi di pagamento disponibili, è utile consultare una guida dedicata ai casino non AAMS che accettano Nexi. Questo tipo di risorsa permette di conoscere meglio le opzioni di deposito, le condizioni dei servizi e gli aspetti da valutare prima di scegliere una piattaforma online.

Per chi desidera approfondire il tema dei portali di gioco online alternativi, la guida dedicata ai casino sicuri non AAMS 2026 offre informazioni utili su caratteristiche, bonus e aspetti da valutare prima della scelta. Un confronto aggiornato permette di analizzare meglio le diverse piattaforme e individuare le soluzioni più adatte alle proprie esigenze.

Per chi cerca pagamenti rapidi e modalità bancarie pratiche, i casino con bonifico istantaneo rappresentano un'opzione da valutare confrontando tempi di accredito, sicurezza e condizioni applicate. Prima di scegliere un operatore è sempre utile verificare limiti, eventuali commissioni e requisiti previsti per depositi e prelievi.

Le promozioni senza versamento iniziale possono sembrare particolarmente convenienti, ma condizioni e requisiti fanno spesso la vera differenza. Questa guida al bonus casino senza deposito 2026 approfondisce gli aspetti da controllare, inclusi requisiti di gioco, verifiche e caratteristiche degli operatori ADM.

Le percentuali promozionali possono variare sensibilmente tra un'offerta e l'altra, soprattutto quando si parla di pacchetti di benvenuto. La panoramica sui bonus casino 100%, 200% e 500% in Italia permette di confrontare più facilmente condizioni, limiti e requisiti associati alle diverse promozioni.

Chi preferisce iniziare con somme contenute può confrontare i casino con deposito minimo da 1, 5, 10 e 20 euro, valutando non soltanto la soglia d'ingresso ma anche metodi di pagamento e condizioni operative. La guida aiuta inoltre a distinguere le diverse possibilità disponibili presso i siti ADM.

Alcuni operatori riservano promozioni speciali agli utenti in occasione del compleanno, con condizioni che possono cambiare da un sito all'altro. La guida ai bonus compleanno casino 2026 spiega quali aspetti verificare e come funzionano generalmente queste offerte dedicate.

Le promozioni ottenibili subito dopo la creazione dell'account attirano spesso l'attenzione di chi vuole provare un operatore senza effettuare immediatamente un versamento. La guida ai bonus casino senza deposito alla registrazione analizza le caratteristiche delle offerte e i requisiti da controllare sui siti ADM.

Per chi vuole utilizzare importi estremamente ridotti, esistono soluzioni che puntano sui cosiddetti micro-versamenti. Questa guida ai casino con deposito minimo di 10 centesimi approfondisce disponibilità, limiti di pagamento e condizioni da verificare prima di effettuare un deposito.

Un'offerta da 100 euro senza versamento iniziale può risultare interessante sulla carta, ma è fondamentale leggere con attenzione requisiti e limitazioni. La guida al casino con 100 euro di bonus senza deposito esamina il tema considerando condizioni promozionali, operatori ADM e valore effettivo del bonus.

La possibilità di effettuare piccoli versamenti consente di confrontare le piattaforme senza dover partire necessariamente da cifre elevate. La guida ai casino con deposito minimo da 1, 5, 10 e 20 euro raccoglie informazioni utili su soglie di pagamento, metodi disponibili e principali condizioni da considerare.

Il bonifico istantaneo può essere una soluzione interessante per chi preferisce utilizzare direttamente il proprio conto bancario per le transazioni online. La guida al casino con bonifico istantaneo 2026 approfondisce tempi di elaborazione, operatori ADM, eventuali commissioni e differenze rispetto al bonifico tradizionale.

IL CASO MACRON: COME LE ÉLITE NEOLIBERISTE SCELGONO “CAPI INADEGUATI” E CERCANO DI ESCLUDERE LE PERSONE CAPACI

di Michele BLANCO

Negli ultimi anni sembra affermarsi un paradosso che caratterizza la storia contemporanea e le sorti della politica, dell’economia e perfino lo sviluppo delle grandi aziende. Si nota che più il potere, economico e politico, si concentra in poche persone, più tende a circondarsi di persone palesemente inadeguate, se non del tutto incapaci.

In realtà non è un errore, è un metodo “scientifico”.

Le élite nella storia raramente hanno scelto leader troppo competenti, o liberi e autonomi. Una persona ai vertici, politici o di una grande azienda multinazionale, molto capace è anche un capo potenzialmente pericoloso, tra le altre cose, può pensare con la propria testa, essere imprevedibile, disobbedire, rompere gli equilibri, agire fuori dagli schemi, dai programmi prestabiliti, insomma non rispettare le indicazioni date da chi effettivamente detiene il potere. Quindi molto meglio allora avere ai vertici figure mediocri che eseguono gli ordini, attoriali, estremamente docili e riconoscenti, oltre che non troppo intraprendenti.

Infatti l’incompetente non minaccia o combatte il sistema: lo accetta e lo protegge. Lo aveva intuito già C. Wright Mills ne “The Power Elite” (1956), dove affermava che il potere reale non risiede nei ruoli visibili, ma nelle strutture che li selezionano.

Allo stesso modo, i sociologi italiani Gaetano Mosca e Vilfredo Pareto, padri della teoria delle élite, descrivevano un meccanismo di autoriproduzione delle classi dirigenti, dove la lealtà conta estremamente di più del merito.

Sosteneva Alexis de Tocqueville, osservando la società statunitense dell’ottocento, che “La mediocrità è la vera sicurezza del potere.”

Il risultato odierno è un sistema in cui i vertici visibili, come politici, manager, amministratori, diventano interfacce relazionali: parlano, firmano, si espongono, si indignano, pronunciano discorsi senza valore reale, recitano ma raramente decidono davvero. Tantomeno i politici tengono in considerazione quello che vorrebbero gli elettori che gli hanno votati.

Dietro di loro agiscono reti di potere, oggi neoliberista, che preferiscono restare invisibili, ma che dettano le regole del gioco, sempre con metodo antidemocratico.

Così la mediocrità non è più un difetto: diventa una strategia di sopravvivenza del potere per il potere.

E chi è stato scelto per obbedire, finirà per scegliere, a sua volta, altri obbedienti, mediocri e incapaci. Infatti Karl Kraus sosteneva che “Le persone più pericolose sono gli incapaci pieni di potere”.

L’incompetenza e l’incapacità al potere non è un incidente della storia, ma la sua più sofisticata invenzione. Il mondo non è governato veramente da chi sembra governarci è governato da chi ha avuto il genio di metterli lì perché dietro ogni leader inetto c’è sempre qualcuno che ha capito perfettamente come trarre vantaggio dalla sua inettitudine.

Emmanuel Macron sembra incarnare perfettamente la figura di chi pur avendo la maggiore carica politica francese, nella realtà, esegue degli ordini e un programma rigorosamente neoliberista, con l’imprimatur principale di togliere le tasse ai supericchi, prestabilito dai suoi sponsor delle élite del potere. Egli cerca un governo che possa tenerlo al potere, ma non ci riesce, l’ultimo primo ministro incaricato è Sébastien Lecornu, suo fedelissimo, incaricato per tre volte. Ma i partiti di centro, liberali e ultraliberisti, che lo sostengono sono sempre più minoritari, nell’Assemblea nazionale e molto di più nel paese. La politica macroniana antipopolare e liberista è stata chiaramente sconfitta alle elezioni del 2024 e se Macron avesse un minimo di dignità personale si sarebbe già dovuto dimettere.

In realtà egli resta al potere per compiere la sua “missione”, fare in modo che le proprie scelte neoliberiste non vengano eliminate dalla politica democratica francese: in modo particolare la sua scelta di proteggere dal fisco le grandi ricchezze, infatti gli unici che l’hanno sempre sostenuto sono i superricchi francesi. Per fare questo Macron difende la sua antipopolare riforma delle pensioni che gli elettori francesi a stragrande maggioranza, di estrema destra e di sinistra, respingono totalmente. Questa “riforma” colpisce le classi medie e basse e salvaguardia i soliti pochi ultraricchi. 

Macron è “solo davanti alla crisi”, affermano i maggiori giornali e reti tv, ma la realtà è diversa, molto diversa. 

Macron è appoggiato dai possessori dei grandi patrimoni, le multinazionali, tutte le imprese raggruppate nella confindustria francese (Medef). Macron è la loro espressione politica, egli è il loro pupazzo, senza di loro, con il forte appoggio dei loro giornali e i loro finanziamenti non sarebbe riuscito a manipolare per tanti anni l’opinione pubblica francese. Infatti ai potenti dell’economia lui promette, e mantiene le sue promesse, con regali fiscali fin da quando fu eletto nel 2017. Oggi solo il 13-14% dei francesi lo approva, malgrado giornali e televisioni lo incensano come sempre scrivendo che “non c’è alternativa”, come affermava la Margaret Thatcher, Ex Primo ministro del Regno Unito, che per prima abbassò le tasse ai ricchi e buttò sul lastrico milioni di lavoratori inglesi.

Sempre i soliti giornali e televisioni insistono sulla riforma delle pensioni che l’80% dei francesi disapprova, infatti la sinistra e l’estrema destra la vorrebbero abrogare. 

Ma Macron resta al potere perché l’establishment economico-finanziario teme la tassa giusta sui redditi degli ultraricchi, conosciuta come tassa Zucman, dal nome dell’economista suo ideatore Gabriel Zucman. 

Si tratta di un’imposta minima, applicata solo ai patrimoni di chi ha redditi annui superiori a 100 milioni di euro. Con gli introiti di questa tassa minima ai supericchi si salverebbe lo stato sociale e anche le pensioni, grazie a un introito certo di 15-25 miliardi annui. Ma la confindustria erige le barricate a difesa dei regali fiscali di Macron e preme in prima linea sui deputati dell’Assemblea nazionale. L’organizzazione imprenditoriale ha diffuso nelle settimane scorse un opuscolo confidenziale che spiega ai singoli deputati la catastrofe che potrebbe derivare dalla tassa Zucman o tasse somiglianti: fuga di capitali, instabilità, caos infine. Ma nel compilare questo opuscolo si cita, con grande falsità e inesattezze, l’esodo dei capitali in Norvegia, quando fu approvata una tassa simile. Ma nell’opuscolo non si dice la verità infatti quell’imposta norvegese colpiva i redditi annui superiori a 1,7milioni di euro, non i 100 milioni annui indicati da Zucman. La tassa viene descritta, sempre mentendo, come “predazione della ricchezza”.

Ma per fortuna la maggioranza assoluta dei francesi sostiene la proposta di tassazione Zucman, si tratta dell’86%, la maggioranza dei francesi non si fa abbindolare dalla propaganda manipolatoria delle grandi lobby economiche e finanziare.

Per capire qualcosa del caos francese occorre andare indietro nel tempo e individuare il momento in cui l’idea di democrazia “rappresentativa” ha vacillato non solo sotterraneamente, ma in maniera palese. È accaduto poco prima della nascita dell’euro. Nel 1998, il presidente della Banca centrale tedesca, Hans Tietmeyer, dichiarò che: a decidere è il “plebiscito permanente dei mercati”, invece degli elettori. Nel 2007 Greenspan disse che “grazie alla globalizzazione sono i mercati mondiali a prendere le decisioni politiche”. Mario Monti espose tesi analoghe, da presidente del Consiglio, quando disse che non poteva negoziare il salvataggio dell’euro a Bruxelles “tenendo pienamente conto” del proprio Parlamento (in Spiegel intervista del 6.08.2012). 

Incredibilmente da allora chiunque sinceramente sostenitore della democrazia e della sovranità popolare viene accusato di populismo guarda caso, in Italia come in Francia, dai grandi giornali e dalle televisioni di proprietà dei soliti ultraricchissimi. Nella strategia di Macron e dei suoi sponsor della confindustria francese la sinistra francese doveva essere sfasciata ed il tentativo di unione nelle Legislative del 2024 andava affossato. È quello che è accaduto.

Infatti Macron allora ha reso esplicito il suo rifiuto di dare l’incarico a un esponente della sinistra, affermando che “i mercati avrebbero reagito male”, notiamo l’assoluta mancanza di rispetto della volontà popolare espressa con voto democratico, e avviando consultazioni il cui scopo è stato quello di favorire la costituzione di un’altra maggioranza relativa, anche contro il chiaro responso delle urne. Macron ha cercato nell’Assemblea nazionale una nuova maggioranza che sia omogenea rispetto alle politiche neoliberiste, invise dalla stragrande maggioranza del popolo francese, che nella legislatura precedente erano state portate avanti dal governo di minoranza guidato dal suo partito. Dopo alcune settimane, e lunghe “consultazioni”, arriva l’incarico a Michel Barnier, uomo della destra gollista tradizionale, che non dispiace affatto a Le Pen.

L’aspetto più grave della situazione francese è che il Presidente Macron ha fatto chiaramente capire di non essere disposto a riconoscere la legittimità di indirizzo politico, chiaramente voluto dai cittadini attraverso il voto democraticamente espresso. 

Naturalmente questo è il risultato tendenzialmente paternalista del presidenzialismo alla francese, non a caso modellata sulla figura di un leader sui generis come Charles de Gaulle, che si sta evolvendo dunque in una direzione chiaramente antidemocratica e esplicitamente autoritaria. In questo autoritarismo si vede la chiara impronta di uno dei capisaldi dell’ideologia neoliberale, che consiste sempre nel mettere la politica economica, guidata solo da principi di favore per il capitale, a favore dei ricchi, al riparo dalle interferenze che possono derivare dalla formazione di maggioranze parlamentari democraticamente elette che potrebbero perseguire indirizzi redistributivi dei redditi e delle ricchezze.

Un principio del neoliberismo che in tutto il mondo favorisce le disuguaglianze economiche. In fondo è il solito modo di fare, “spezzare le reni alla sinistra”, anche attraverso la forza, in questa insana e antidemocratica prospettiva che persegue l’obiettivo di subordinare il lavoro all’impresa, l’eguaglianza all’efficienza. Tanto peggio se questo vuol dire restringere la libertà di scelta o di manifestazione delle opinioni.

Quello che è accaduto dalle ultime elezioni legislative (Luglio 2024) ad oggi in Francia, ci dice come viene elusa la democrazia non rispettando la volontà del popolo liberamente espressa in libere elezioni. Ma in contesto del genere si può ancora parlare di democrazia?

  • Ha conseguito l'Abilitazione Scientifica Nazionale alle funzioni di professore universitario di II fascia (associato) nel settore concorsuale 14/C1 Sociologia Generale. Dottore di ricerca in “Diritti dell’uomo e Diritti fondamentali. Teorie, etiche e simboliche della cittadinanza” presso la facoltà di Giurisprudenza della Seconda Università di Napoli. Dall’Anno Accademico 2004-2005 e successivi, incarico di insegnamento in Diritti dell’Uomo - Corso istituzionale in Alta Formazione europea, affidato a titolo di contratto integrativo di diritto privato dalla Facoltà di Studi politici e per l’Alta Formazione Europea e Mediterranea “Jean Monnet”, Università degli studi di Napoli.
    Tra i suoi saggi più rilevanti si ricordano: “La vera ragione dei diritti umani e la democrazia partecipativa come premessa al reciproco riconoscimento tra i popoli” (2006), “Democrazia deliberativa ed opinione pubblica emancipata” (2008), “Cosmopolitismo e diritti fondamentali” (2008), “Diritti e diseguaglianze. La crisi dello stato nazionale e al contempo dello stato sociale” (2017), “Nota critica a Thomas Piketty, Capitale e ideologia” (2021) “Nota critica a Katharina Pistor, Il codice del capitale. Come il diritto crea ricchezza e disuguaglianza” (2021). “Recensione critica a Thomas Piketty, Una breve storia dell’uguaglianza” (2021). “La politica post-democratica caratterizza, sempre più, il mondo attuale” (2024). “Introduzione al percorso intellettuale di Jürgen Habermas Habermas sociologo o filosofo? Certamente un intellettuale volto alla ricerca costante dell’emancipazione della persona umana”, Lanciano, Carabba (2024). “Jürgen Habermas. il Globalismo giuridico e la negazione della Guerra” (2024). “Il mondo contemporaneo tra post-globalizzazione, multipolarismo, conflitti e necessità di un nuovo ordinamento che permetta l’effettivo rispetto dei diritti umani fondamentali” (2025). “The newpossible age of post-globalitasion. Sociological and legal reflection on the need for a Constitution uniting all the nationsof the world”, in “Sociology and Social Work Review, volume 8, (Issue 1) /2024, di pp. 152-180. Con L. Altieri “Deliberative democracy in Habermas”, in “Sociology and Social Work Review, volume 9, (Issue 1) /2025, pp. 154-169. Con L. Altieri, “Intelligenza Artificiale e disuguaglianze, grandi rischi e possibili opportunità per il futuro della democrazia”, in G. Cifaldi, Intersezioni sociologiche (2025) ISBN: 978-8863448368. Con L. Altieri, “Un grave problema delle società contemporanee: Le ingiustificate diseguaglianze”, in G. Cifaldi, Intersezioni sociologiche (2025). ISBN: 978-8863448368.

Potrebbe piacerti anche

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da parte di questo sito web.