IL NOSTRO FUTURO NON VIENE DECISO IN MODO DEMOCRATICO

di Michele BLANCO

Putin e Trump si incontreranno il 15 agosto in Alaska.

Ma tra le altre importantissime cose, come la fine della guerra in Ucraina, Putin e Trump discuteranno dell’Europa, della sua sicurezza e di come dovrà essere l’architettura del nostro futuro. Incredibilmente lo faranno, senza tenere conto del volere degli europei, senza che i Paesi dell’Unione Europea possano dire qualcosa. Tutto questo dopo che i Paesi dell’Unione Europea su imput, ordini, dell’amministrazione Biden hanno speso centinaia di miliardi per alimentare una guerra evitabilissima, per procura, affossato le proprie economie, con le sanzioni, e mettendo in serie difficoltà milioni di famiglie, che hanno visto i prezzi dei beni salire alle stelle, pur di eseguire gli ordini perentori degli Stati Uniti d’America.

Questa è la grande dimostrazione che l’attuale dirigenza Europea guidata dalla baronessa von der Leyen è composta solamente da buoni a nulla, senza arte né parte, capaci solo di farsi comandare come dei burattini da attori politici pericolosissimi, assolutamente antidemocratici, per i popoli europei.

La Russia ha vinto la guerra e quindi sarà al tavolo da assoluta protagonista. Gli USA l’hanno persa ma vinceranno lo stesso, alle spalle dell’Europa e con un prezzo economico e sociale altissimo per tutti i popoli europei, lasciati indifesi anche da molti governi nazionali come il caso del nostro Paese. Trump ha imposto dazi e ottenuto trilioni di miliardi di dollari da Ursula e Giorgia in investimenti negli USA: ma perché mai i nostri soldi non devono essere investiti nei nostri paesi europei? Ed in più in acquisti di inutili e costosissime armi ed in gas pagato ad un prezzo 4 volte superiore a quello al quale ce lo vendeva la Russia. Lo stesso vale per il petrolio che la Russia vende sottocosto e, noi per le assurde e inutili sanzioni, non possiamo acquistare.

Solo degli inutili e incapaci imbecilli potevano portarci a questo punto e ci sono pienamente riusciti.

Noi europei staremo in disparte mentre USA e Russia discutono sul nostro futuro. Mentre i nostri governi tagliano le giustissime, e produttive di benessere, spese sociali per spendere il nostro futuro in armamenti. Potevano scegliere di restare neutrali, favorire i negoziati e la pace, facendo rimanere a prezzi bassi gas e petrolio e, soprattutto, risparmiare centinaia di migliaia di morti e distruzione. Potevano cercare di non rompere il legame con Mosca e favorire il bene dei popoli, ucraino e russo in primis.

I governanti europei hanno fatto la scelta peggiore in assoluto servire solo gli interessi economici delle multinazionali, dei pochissimi supericchi e degli USA, inoltre ci hanno imposto di rompere totalmente decenni di ottimi rapporti economici, politici e sociali con la Russia e con le nazioni della nuova alleanza internazionale dei paesi BRICS (BRICS è un raggruppamento di economie mondiali emergenti, formato dai Paesi del precedente BRIC con l’aggiunta di Sudafrica, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Iran, Indonesia).

Se non ristabiliamo la nostra indipendenza politica ed economica, considerando che la popolazione dell’Unione Europea è di oltre 447 milioni di abitanti, gli USA hanno 340 milioni di abitanti, il nostro futuro sarà ineluttabilmente segnato come un regresso continuo sia economico che politico e sociale.

Il primo passo sarebbe quello di rinnovare le classi dirigenti nazionali e europee con politici validi come si sta dimostrando di essere il primo ministro spagnolo, un socialista vero, Pedro Sánchez Pérez-Castejón.

  • Michele BLANCO. Dottore di ricerca in “Diritti dell’uomo e Diritti fondamentali. Teorie, etiche e simboliche della cittadinanza” presso la facoltà di Giurisprudenza della Seconda Università di Napoli. Dall’Anno Accademico 2004-2005 e successivi, incarico di insegnamento in Diritti dell’Uomo - Corso istituzionale in Alta Formazione europea, affidato a titolo di contratto integrativo di diritto privato dalla Facoltà di Studi politici e per l’Alta Formazione Europea e Mediterranea “Jean Monnet”, Università degli studi di Napoli. Tra i suoi saggi più rilevanti si ricordano: “La vera ragione dei diritti umani e la democrazia partecipativa come premessa al reciproco riconoscimento tra i popoli” (2006), “Democrazia deliberativa ed opinione pubblica emancipata” (2008), “Cosmopolitismo e diritti fondamentali” (2008), “Diritti e diseguaglianze. La crisi dello stato nazionale e al contempo dello stato sociale” (2017), “Nota critica a Thomas Piketty, Capitale e ideologia” (2021) “Nota critica a Katharina Pistor, Il codice del capitale. Come il diritto crea ricchezza e disuguaglianza” (2021). “Recensione critica a Thomas Piketty, Una breve storia dell’uguaglianza” (2021). "La politica post-democratica caratterizza, sempre più, il mondo attuale" (2024). "Introduzione al percorsointellettuale di Jürgen Habermas Habermas sociologo o filosofo? Certamente un intellettuale volto alla ricerca costante dell’emancipazione della persona umana", Lanciano, Carabba (2024). “Jürgen Habermas. il Globalismo giuridico e la negazione della Guerra” (2024). "Il mondo contemporaneo tra post-globalizzazione, multipolarismo, conflitti e necessità di un nuovo ordinamento che permetta l’effettivo rispetto dei diritti umani fondamentali" (2025). “The newpossible age of post-globalitasion. Sociological and legal reflection on the need for a Constitution uniting all the nationsof the world”, in Sociology and Social Work Review, volume 8, (Issue 1) /2024, di pp. 152-180. Con L. Altieri“Deliberative democracy in Habermas”, in Sociology and Social Work Review, volume 9, (Issue 1) /2025, pp. 154-169. Con L. Altieri, "Intelligenza Artificiale e disuguaglianze, grandi rischi e possibili opportunità per il futuro dellademocrazia", in G.Cifaldi, Intersezioni sociologiche (2025) ISBN: 978-8863448368. Con L. Altieri, "Un grave problema delle società contemporanee: Le ingiustificate diseguaglianze", in G.Cifaldi, Intersezioni sociologiche (2025). ISBN: 978-8863448368.

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