Putin e Trump si incontreranno il 15 agosto in Alaska.
Ma tra le altre importantissime cose, come la fine della guerra in Ucraina, Putin e Trump discuteranno dell’Europa, della sua sicurezza e di come dovrà essere l’architettura del nostro futuro. Incredibilmente lo faranno, senza tenere conto del volere degli europei, senza che i Paesi dell’Unione Europea possano dire qualcosa. Tutto questo dopo che i Paesi dell’Unione Europea su imput, ordini, dell’amministrazione Biden hanno speso centinaia di miliardi per alimentare una guerra evitabilissima, per procura, affossato le proprie economie, con le sanzioni, e mettendo in serie difficoltà milioni di famiglie, che hanno visto i prezzi dei beni salire alle stelle, pur di eseguire gli ordini perentori degli Stati Uniti d’America.
Questa è la grande dimostrazione che l’attuale dirigenza Europea guidata dalla baronessa von der Leyen è composta solamente da buoni a nulla, senza arte né parte, capaci solo di farsi comandare come dei burattini da attori politici pericolosissimi, assolutamente antidemocratici, per i popoli europei.
La Russia ha vinto la guerra e quindi sarà al tavolo da assoluta protagonista. Gli USA l’hanno persa ma vinceranno lo stesso, alle spalle dell’Europa e con un prezzo economico e sociale altissimo per tutti i popoli europei, lasciati indifesi anche da molti governi nazionali come il caso del nostro Paese. Trump ha imposto dazi e ottenuto trilioni di miliardi di dollari da Ursula e Giorgia in investimenti negli USA: ma perché mai i nostri soldi non devono essere investiti nei nostri paesi europei? Ed in più in acquisti di inutili e costosissime armi ed in gas pagato ad un prezzo 4 volte superiore a quello al quale ce lo vendeva la Russia. Lo stesso vale per il petrolio che la Russia vende sottocosto e, noi per le assurde e inutili sanzioni, non possiamo acquistare.
Solo degli inutili e incapaci imbecilli potevano portarci a questo punto e ci sono pienamente riusciti.
Noi europei staremo in disparte mentre USA e Russia discutono sul nostro futuro. Mentre i nostri governi tagliano le giustissime, e produttive di benessere, spese sociali per spendere il nostro futuro in armamenti. Potevano scegliere di restare neutrali, favorire i negoziati e la pace, facendo rimanere a prezzi bassi gas e petrolio e, soprattutto, risparmiare centinaia di migliaia di morti e distruzione. Potevano cercare di non rompere il legame con Mosca e favorire il bene dei popoli, ucraino e russo in primis.
I governanti europei hanno fatto la scelta peggiore in assoluto servire solo gli interessi economici delle multinazionali, dei pochissimi supericchi e degli USA, inoltre ci hanno imposto di rompere totalmente decenni di ottimi rapporti economici, politici e sociali con la Russia e con le nazioni della nuova alleanza internazionale dei paesi BRICS (BRICS è un raggruppamento di economie mondiali emergenti, formato dai Paesi del precedente BRIC con l’aggiunta di Sudafrica, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Iran, Indonesia).
Se non ristabiliamo la nostra indipendenza politica ed economica, considerando che la popolazione dell’Unione Europea è di oltre 447 milioni di abitanti, gli USA hanno 340 milioni di abitanti, il nostro futuro sarà ineluttabilmente segnato come un regresso continuo sia economico che politico e sociale.
Il primo passo sarebbe quello di rinnovare le classi dirigenti nazionali e europee con politici validi come si sta dimostrando di essere il primo ministro spagnolo, un socialista vero, Pedro Sánchez Pérez-Castejón.
