LA SCONFITTA DI TRUMP

di Michele BLANCO

Le ripercussioni della guerra, inutile e ingiusta voluta da Trump e Israele, sono numerose e le sue conseguenze molteplici, si potranno analizzare in dettaglio con il passare del tempo, ma senza nessun dubbio stiamo assistendo ad una vera e grande vittoria per l’Iran e i suoi alleati, in primis Cina e Russia.

Una vittoria del principio del negoziato, con una grande differenza tra le prime cinque richieste iraniane e le quindici americane. I negoziati ora ruotano attorno a dieci punti proposti dagli iraniani, la cui accettazione annullerebbe gran parte dei quindici punti americani.

Gli Stati Uniti accettano, ma sappiamo che il rischio è che non rispettano mai i patti, le 10 condizioni dell’Iran:

1- Patto di non aggressione

2- Mantenimento del controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz

3- Accettazione dell’arricchimento dell’uranio da parte dell’Iran

4- Revoca di tutte le sanzioni primarie

5- Revoca di tutte le sanzioni secondarie

6- Abrogazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite

7- Abrogazione delle risoluzioni del Consiglio dei Governatori dell’AIEA

8- Pagamento di riparazioni all’Iran

9- Ritiro delle forze combattenti statunitensi dalla regione

10- Cessazione delle ostilità su tutti i fronti, compresi quelli contro le forze di resistenza in Libano.

Una vera e propria capitolazione che i media mainstream cercheranno di mascherare.

Bravo Iran per la sua determinazione. Un popolo eroico e degno.

Una vittoria sociale, basti considerare la scena più recente in Iran, prima dello scadere dell’ultimatum di trump, che è stata quella di catene umane che proteggono le conquiste culturali e le infrastrutture economiche della patria, mentre la scena più recente in Israele è stata il panico dei coloni che correvano da e verso i rifugi.

Una vittoria politica: la leadership politica, che gli israeliani e trump cercavano di disintegrare e rovesciarla, è diventata più forte chiaramente sostenuta da gran parte del popolo iraniano.

Trump e Netanyahu si trovano ora ad affrontare una vasta gamma di domande, tra cui: “Perché ci hanno portato alla guerra con l’Iran? E cosa hanno riportato indietro dopo tutte queste distribuzioni?”

Una vittoria militare, contro eserciti Usa e israeliani che la propaganda riteneva invincibili, gli aerei da guerra americani non sono stati in grado di sconfiggere le città missilistiche o le loro piattaforme di lancio.

Siamo andati a dormire con la paura che Trump usasse la bomba atomica.

Per fortuna ci risvegliamo con la notizia che Trump ha accettato di trattare sul piano in 10 punti proposto dall’Iran e ha ordinato due settimane di tregua – a patto che sia riaperto lo stretto.

Alla fine dei conti, le roboanti minacce di Trump si sono rivelate un colossale bluff.

Altro che Make America Great Again, difficile immaginare una figuraccia internazionale più cocente, vergognosa e colossale di questa.

Siamo assolutamente felici che le folli minacce di Trump non si siano concretizzate, ma non possiamo non avere paura per il futuro.

Perché il problema vero non è ciò che (non) ha fatto ieri.

Ma ciò che potrebbe fare domani.

Questo ci dovrebbe far riflettere su come sia assurdo in un sistema politico che si autodefinisce democratico che una singola persona possa avere questo immenso potere.

  • Michele BLANCO. Dottore di ricerca in “Diritti dell’uomo e Diritti fondamentali. Teorie, etiche e simboliche della cittadinanza” presso la facoltà di Giurisprudenza della Seconda Università di Napoli. Dall’Anno Accademico 2004-2005 e successivi, incarico di insegnamento in Diritti dell’Uomo - Corso istituzionale in Alta Formazione europea, affidato a titolo di contratto integrativo di diritto privato dalla Facoltà di Studi politici e per l’Alta Formazione Europea e Mediterranea “Jean Monnet”, Università degli studi di Napoli. Tra i suoi saggi più rilevanti si ricordano: “La vera ragione dei diritti umani e la democrazia partecipativa come premessa al reciproco riconoscimento tra i popoli” (2006), “Democrazia deliberativa ed opinione pubblica emancipata” (2008), “Cosmopolitismo e diritti fondamentali” (2008), “Diritti e diseguaglianze. La crisi dello stato nazionale e al contempo dello stato sociale” (2017), “Nota critica a Thomas Piketty, Capitale e ideologia” (2021) “Nota critica a Katharina Pistor, Il codice del capitale. Come il diritto crea ricchezza e disuguaglianza” (2021). “Recensione critica a Thomas Piketty, Una breve storia dell’uguaglianza” (2021). "La politica post-democratica caratterizza, sempre più, il mondo attuale" (2024). "Introduzione al percorsointellettuale di Jürgen Habermas Habermas sociologo o filosofo? Certamente un intellettuale volto alla ricerca costante dell’emancipazione della persona umana", Lanciano, Carabba (2024). “Jürgen Habermas. il Globalismo giuridico e la negazione della Guerra” (2024). "Il mondo contemporaneo tra post-globalizzazione, multipolarismo, conflitti e necessità di un nuovo ordinamento che permetta l’effettivo rispetto dei diritti umani fondamentali" (2025). “The newpossible age of post-globalitasion. Sociological and legal reflection on the need for a Constitution uniting all the nationsof the world”, in Sociology and Social Work Review, volume 8, (Issue 1) /2024, di pp. 152-180. Con L. Altieri“Deliberative democracy in Habermas”, in Sociology and Social Work Review, volume 9, (Issue 1) /2025, pp. 154-169. Con L. Altieri, "Intelligenza Artificiale e disuguaglianze, grandi rischi e possibili opportunità per il futuro dellademocrazia", in G.Cifaldi, Intersezioni sociologiche (2025) ISBN: 978-8863448368. Con L. Altieri, "Un grave problema delle società contemporanee: Le ingiustificate diseguaglianze", in G.Cifaldi, Intersezioni sociologiche (2025). ISBN: 978-8863448368.

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