LE POLITICHE ADEMOCRATICHE DEGLI STATI UNITI D’AMERICA

di Michele BLANCO

Con il pericolosissimo Trump abbiamo assistito al rapimento di un capo di Stato regolarmente eletto in elezioni democratiche, Maduro, le minacce di annessione della Groenlandia, i dazi indiscriminati e come minaccia costante di ritorsione in perfetto stile mafioso. Ma purtroppo mi dispiace constatare che Trump fa in modo più esplicito quello che gli Stati Uniti d’America hanno sempre e costantemente fatto: ricatti, ruberie e sopraffazioni. Solo che lui le enuncia, tutti i suoi predecessori, sottolineo tutti, invece di minacce dirette parlavano di “portare la democrazia ai popoli oppressi…” cosi bombardandoli, invadendoli, rubando loro ricchezze naturali e petrolio e massacrandoli. Ovviamente guai a chi si ribellava.

Se si considerano solo gli anni dalla fine della guerra mondiale, registriamo una politica estera statunitense fatta di soprusi e violenze in ogni dove, con anche bombardamenti indiscriminati, con milioni di morti (solo per elencare qualche caso: Corea, Vietnam, Laos, Cambogia, Indonesia con un massacro di un milione di oppositori, Iraq, Libia, Siria, Yemen, Somalia, Serbia, Afghanistan, in vari Paesi del sud e centro americani), con invasioni dirette, finte “primavere” e false “rivoluzioni arancioni” per scatenare continuamente golpe, anche contro presidenti e governi democraticamente eletti, guerre civili, istigazione di terrorismi, sanzioni utili solo per affamare i popoli che vogliono essere realmente indipendenti, (come Cuba, Venezuela, Libia, Iran), omicidi nel mondo intero fatti con droni (con la presidenza Obama in particolare) o sicari della Cia, colpi di stato, false accuse, come quella di narcotraffico al presidente venezuelano Maduro, ai governi e governanti contrari all’egemonia Usa, eliminazione di capi politici avversari (Allende, Gheddafi, Saddam, Milosevic), sequestri indiscriminati di persona all’estero (le “extraordinary renditions”), torture codificate per legge (con W. Bush), prigioni extraterritoriali con detenuti senza processo e senza nessuna prove, quindi senza rispettare i diritti umani fondamentali (Guantanamo, Abu Ghraib e altre), violazione di patti scritti e non scritti (esempio nel 1991: “Ci siamo impegnati a non allargare la Nato a est”. 1997: la Nato ingloba 15 Paesi esteuropei), perdurante occupazione con decine di basi militari di come in Italia, Germania e Giappone travestita da “alleanza”, colpi bassi a nemici e amici (distruzione dei Nord Stream), ricatti, embargo, sofferenze di interi popoli e tanto altro ancora. Malgrado tutto queste palesi violazioni di ogni regola democratica nel mondo occidentale bombardati dalla continua propaganda in tanti pensano che in un paese come gli Stati Uniti d’America dove per essere eletto presidente devi spendere in spot televisivi e propaganda 14 miliardi e più di dollari sia ancora una democrazia.

  • Michele BLANCO. Dottore di ricerca in “Diritti dell’uomo e Diritti fondamentali. Teorie, etiche e simboliche della cittadinanza” presso la facoltà di Giurisprudenza della Seconda Università di Napoli. Dall’Anno Accademico 2004-2005 e successivi, incarico di insegnamento in Diritti dell’Uomo - Corso istituzionale in Alta Formazione europea, affidato a titolo di contratto integrativo di diritto privato dalla Facoltà di Studi politici e per l’Alta Formazione Europea e Mediterranea “Jean Monnet”, Università degli studi di Napoli. Tra i suoi saggi più rilevanti si ricordano: “La vera ragione dei diritti umani e la democrazia partecipativa come premessa al reciproco riconoscimento tra i popoli” (2006), “Democrazia deliberativa ed opinione pubblica emancipata” (2008), “Cosmopolitismo e diritti fondamentali” (2008), “Diritti e diseguaglianze. La crisi dello stato nazionale e al contempo dello stato sociale” (2017), “Nota critica a Thomas Piketty, Capitale e ideologia” (2021) “Nota critica a Katharina Pistor, Il codice del capitale. Come il diritto crea ricchezza e disuguaglianza” (2021). “Recensione critica a Thomas Piketty, Una breve storia dell’uguaglianza” (2021). "La politica post-democratica caratterizza, sempre più, il mondo attuale" (2024). "Introduzione al percorsointellettuale di Jürgen Habermas Habermas sociologo o filosofo? Certamente un intellettuale volto alla ricerca costante dell’emancipazione della persona umana", Lanciano, Carabba (2024). “Jürgen Habermas. il Globalismo giuridico e la negazione della Guerra” (2024). "Il mondo contemporaneo tra post-globalizzazione, multipolarismo, conflitti e necessità di un nuovo ordinamento che permetta l’effettivo rispetto dei diritti umani fondamentali" (2025). “The newpossible age of post-globalitasion. Sociological and legal reflection on the need for a Constitution uniting all the nationsof the world”, in Sociology and Social Work Review, volume 8, (Issue 1) /2024, di pp. 152-180. Con L. Altieri“Deliberative democracy in Habermas”, in Sociology and Social Work Review, volume 9, (Issue 1) /2025, pp. 154-169. Con L. Altieri, "Intelligenza Artificiale e disuguaglianze, grandi rischi e possibili opportunità per il futuro dellademocrazia", in G.Cifaldi, Intersezioni sociologiche (2025) ISBN: 978-8863448368. Con L. Altieri, "Un grave problema delle società contemporanee: Le ingiustificate diseguaglianze", in G.Cifaldi, Intersezioni sociologiche (2025). ISBN: 978-8863448368.

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