PER I CAPITALISTI BASTA IL PROFITTO, TUTTO IL RESTO NON CONTA

di Michele BLANCO

Nel mondo contemporaneo ben sappiamo che senza freni «il capitalismo, per proliferare, ha bisogno di sfruttare sempre nuovi territori in cui poter espandersi, ma poi, come succede ai parassiti che non possono alimentarsi senza distruggere le condizioni della propria sopravvivenza, non appe-na realizza l’obiettivo, esaurisce anche la fonte del proprio nutrimento» (in R. Luxemburg, ed. or. 1913, L’accumulazione del capitale: contributo alla spiegazione economica dell’imperialismo, Torino, Einaudi, 1968). Le gravissime emergenze ambientali e sociali, ma non solo, ci dimostrano come l’analisi del capitalismo parassitario fatta da Rosa Luxemburg sia stata più che profetica e, purtroppo, a distanza di un secolo attualissima.

Infatti solo con la minacciata chiusura dall’ Iran dello stretto di Hormuz è cominciato un nuovo rincaro dei carburanti e delle bollette energetiche. Gli speculatori sono pronti a farci pagare al massimo prezzo possibile carburanti, gas e elettricità.

Come è già accaduto con le sanzioni imposte dagli Usa alla Russia, con noi italiani ed europei ad ubbidire supinamente alle imposizioni USA con la baronessa Ursula von der Leyen e Mario Draghi a trasmetterci gli ordini di Biden prima e trump ora. Gli ordini degli USA,nostri “alleati”, che ci hanno vincolato ad acquistare da loro a prezzi enormemente superiori il gas che la Russia ci vendeva a prezzi di favore.

Come con la minaccia dei dazi, che non sono ancora certi ma tutto dipende dall’ondivago ultramiliardario Trump che sta calcolando cosa conviene a lui e alle sue società, ma certamente, con i leader italiani e europei che ci ritroviamo, acquisteremo a caro prezzo armi da lui, accetteremo sempre piu stupidamente di importare i loro insani prodotti alimentari anche se non rispettano le normative UE.

Ci ritroveremo certamente costretti ad essere invasi da prodotti di scarsissima qualità e geneticamente modificati.

Le questioni relative alla recente storia dell’Ucraina ci insegnano che dal colpo di Stato di Maidan, finanziato e diretto dagli Usa, i filostatunitensi, come l’attuale presidente ucraino, si impossessarono del Paese, concessero tutte le risorse agricole ucraine alle società del figlio di Biden.

I loro amici europei hanno già pronti i piani di ricostruzione dell’Ucraina, che vorrebbero gestire loro con fondi black Rock ed a spese degli ucraini, Trump permettendo.

Ora Trump, che non ha ancora risolto la guerra, ma ha già avuto comunque la concessione da Zelensky delle terre rare, che da patrimonio del popolo ucraino saranno regalate alle società statunitensi e ai miliardari, Trump compreso, che le controllano.

Le varie amministrazioni statunitensi sia democratiche che repubblicane agiscono con gli stessi metodi della mafia, con cui Trump dimostra di avere grande dimestichezza, che impone il pizzo, prende per la gola la vittima, impone le sue condizioni, dove acquistare ed a che prezzo, ed alla fine si impossessa di tutto.

Perché questi mafiosi “hanno argomenti per convincere che non possono rifiutare”.

In questo contesto prepariamoci a pagare a caro prezzo la prossima crisi energetica.

  • Michele BLANCO. Dottore di ricerca in “Diritti dell’uomo e Diritti fondamentali. Teorie, etiche e simboliche della cittadinanza” presso la facoltà di Giurisprudenza della Seconda Università di Napoli. Dall’Anno Accademico 2004-2005 e successivi, incarico di insegnamento in Diritti dell’Uomo - Corso istituzionale in Alta Formazione europea, affidato a titolo di contratto integrativo di diritto privato dalla Facoltà di Studi politici e per l’Alta Formazione Europea e Mediterranea “Jean Monnet”, Università degli studi di Napoli. Tra i suoi saggi più rilevanti si ricordano: “La vera ragione dei diritti umani e la democrazia partecipativa come premessa al reciproco riconoscimento tra i popoli” (2006), “Democrazia deliberativa ed opinione pubblica emancipata” (2008), “Cosmopolitismo e diritti fondamentali” (2008), “Diritti e diseguaglianze. La crisi dello stato nazionale e al contempo dello stato sociale” (2017), “Nota critica a Thomas Piketty, Capitale e ideologia” (2021) “Nota critica a Katharina Pistor, Il codice del capitale. Come il diritto crea ricchezza e disuguaglianza” (2021). “Recensione critica a Thomas Piketty, Una breve storia dell’uguaglianza” (2021). "La politica post-democratica caratterizza, sempre più, il mondo attuale" (2024). "Introduzione al percorsointellettuale di Jürgen Habermas Habermas sociologo o filosofo? Certamente un intellettuale volto alla ricerca costante dell’emancipazione della persona umana", Lanciano, Carabba (2024). “Jürgen Habermas. il Globalismo giuridico e la negazione della Guerra” (2024). "Il mondo contemporaneo tra post-globalizzazione, multipolarismo, conflitti e necessità di un nuovo ordinamento che permetta l’effettivo rispetto dei diritti umani fondamentali" (2025). “The newpossible age of post-globalitasion. Sociological and legal reflection on the need for a Constitution uniting all the nationsof the world”, in Sociology and Social Work Review, volume 8, (Issue 1) /2024, di pp. 152-180. Con L. Altieri“Deliberative democracy in Habermas”, in Sociology and Social Work Review, volume 9, (Issue 1) /2025, pp. 154-169. Con L. Altieri, "Intelligenza Artificiale e disuguaglianze, grandi rischi e possibili opportunità per il futuro dellademocrazia", in G.Cifaldi, Intersezioni sociologiche (2025) ISBN: 978-8863448368. Con L. Altieri, "Un grave problema delle società contemporanee: Le ingiustificate diseguaglianze", in G.Cifaldi, Intersezioni sociologiche (2025). ISBN: 978-8863448368.

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