Cerchiamo di vedere cosa ci dicono le ultime rilevazioni Istat sulla situazione del nostro Paese.
Il 10% degli italiani è veramente molto povero, il 22% circa è quasi povero, ad altissimo rischio di essere in estrema povertà, molti componenti le classi medie hanno sempre meno possibilità economiche. Il lavoro precario, con i contratti che sono brevi e poco pagati. Questo genera ansia e impedisce di fare progetti a lungo termine. Con il risultato dell’invecchiamento, della popolazione infatti l’Italia è uno dei paesi più vecchi al mondo. Cresce il bisogno di assistenza per gli anziani, spesso lasciati soli. La disoccupazione giovanile è al 18%, la più alta nella comunità europea, con minimo 35.000 giovani laureati e specializzati che sono costretti a lasciare l’Italia per sempre ogni anno. I salari e gli stipendi sono fermi da oltre trent’anni, che significa vista l’inflazione una notevole perdita di capacità d’acquisto per tutte quante le famiglie italiane. Tragicamente circa mille lavoratori muoiono al lavoro ogni anno. Le zone industriali, sempre più, si svuotano tanto da somigliare a città fantasma mentre i centri storici delle grandi città d’arte sono trasformati in ristoranti a cielo aperto, ma solo, per i ricchi turisti nordici. La villeggiatura estiva è ormai un privilegio per una ristretta minoranza di ricchi mentre la stragrande maggioranza delle famiglie non può permettersi nemmeno un weekend al mare. Sanità e istruzione, dopo decenni di tagli drastici, inutili e ingiusti, sono assolutamente sotto finanziate tanto da non funzionare più in modo accettabile, per una tac urgente si arriva ad aspettare fino 2 anni, mentre continuano a crollare non solo ponti e tetti delle scuole ma direttamente interi pezzi di paesi, specie dell’interno, che sono costantemente abbandonati. L’unica concreta prospettiva di sviluppo economico a medio-lungo termine è diventare una specie di paese turistico molto simile a quelli del sud del mondo.
Nel frattempo molti politici, costantemente a caccia di voti facili, manifestano in piazza per la remigrazione di milioni di persone disperate, più disperati di noi. Mentre i primi da condannare e espellere sarebbero tutti quei veri traditori della Patria che hanno svenduto il patrimonio industriale e l’industria pubblica dell’Italia, l’Eni, l’Iri, alfa romeo eccetera; regalandolo o svendendolo alle élite della finanziaria globale. Questi stessi personaggi che hanno abbandonato la politica estera autonoma e ci hanno completamente asserviti agli Stati Uniti d’America che occupano militarmente la penisola e ne orientano interessi strategici e politiche internazionali.
Gli stessi che hanno sostenuto la guerra in Libia, con l’unico risultato di portare questo paese ad essere completamente raso al suolo nell’interesse delle grandi multinazionali del petrolio, contro l’interesse nazionale italiano visto che prima compravamo il petrolio libico con prezzi di favore e eravamo i primi partner economici della Libia che con la caduta di Gheddafi è diventata la terra di nessuno dove spadroneggiano schiavisti e contrabbandieri che alimentano la moderna tratta degli schiavi africani. Che guarda caso sbarcano in Italia e senza che la l’Unione Europea faccia il suo dovere di prendersi e ospitare la stragrande maggioranza di queste persone. Siamo governati da decenni da politici incapaci di difendere la nostra libertà e autonomia nazionale, di essere contro l’imperialismo, contro le decine di colpi di stato e conflitti tribali e per procura alimentati negli anni per agevolare il saccheggio delle risorse africane. E da gente che ben si guarderebbe dal remigrare ben altri occupanti genocidi dalle colonie in Cisgiordania.
Insomma i nostri politici sanno usare solo la falsa retorica xenofoba come esca e la, conseguente, distrazione di massa come unica strategia politica. Ovviamente sono strumenti utilissimi per la pesca a strascico nel disagio sociale delle fasce popolari e ormai spoliticizzate che, da anni, invocano sicurezza e protezione, che oggettivamente non ci sono, soprattutto nelle periferie delle grandi città e nei nostri abbandonati paesi, sempre più, disabitati, spopolati e abbandonati dalle istituzioni. Oggi i nostri falsi e bugiardi politici parlano di indipendenza e sovranità, ma sono nei fatti servi dei potenti sia dei ricchissimi che delle nazioni egemoni, e dimenticano totalmente i concetti fondamentali contenuti della nostra Costituzione quali uguaglianza tra tutti i cittadini e i popoli del mondo, la democrazia popolare e la solidarietà tra le persone e internazionale con i popoli oppressi.
Bisogna che ci ricordiamo tutti noi di scegliere, a cominciare dalle prossime elezioni, politici migliori per farci rappresentare in modo degno e serio da persone competenti.
