COME LA GRECIA

di Michele BLANCO

La decisione del governo greco sembra oggi un’enormità, ma avviene nel contesto di politiche europee che vanno incredibilmente nella stessa direzione

Tredici ore di lavoro al giorno e la Grecia torna cavia d’Europa. Ma il rischio e pericolo è per tutti i lavoratori europei, andiamo tutti dalla stessa parte.

Eppure più di un secolo fa l’11 Novembre 1917 il Paese dei Soviet, l’Unione Sovietica, decretò l’abolizione totale del lavoro minorile e la giornata lavorativa di 8 ore. Poi ridotta ulteriormente a 6 ore negli anni 30.

Più di un secolo dopo nell’Unione Europea “libera e democratica” il Parlamento di uno Stato membro vota per allungare la giornata lavorativa a 13 ore.

Il reale rischio è che una volta sdoganato, dopo la Grecia toccherà all’Italia e piano piano a tutti gli altri.

I liberisti, che come al solito si credono i più furbi, ci spiegano che la giornata lavorativa “può estendersi a 13 ore solo se il lavoratore è d’accordo!”

Con lo stesso principio si potrebbe anche ripristinare la schiavitù “a patto che il lavoratore acconsenta”.

E grazie ai ricatti padronali, alla crisi economica e alla disperazione sempre più diffusa in molti sono disperati.

Nel 1973 gli USA dei Chicago Boys fautori del neoliberismo affidarono alla CIA l’ordine di abbattere il Governo di Salvador Allende e le sue misure di giustizia sociale e di sostituirlo con il dittatore sanguinario Pinochet e con una politica economica ferocemente ultraliberista imposta alla popolazione con la forza coercitiva della tortura e dei desaparecidos.

Oggi non è più necessario fare i colpi di Stato, come in Cile.

Il liberismo ti leva ogni diritto – si pensi che l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori è stato abolito da Renzi segretario del PD e presidente del consiglio dei ministri di centrosinistra – ti umilia, ti tende precario, ti riduce in miseria ma poi non ti impone forzatamente nulla.

Sarai Tu a scegliere “liberamente e democraticamente” di essere “sfruttato e schiavizzato”.

Attenzione perché non viene ricordato a sufficienza, dieci anni fa la Grecia fu la cavia delle peggiori sperimentazioni delle politiche di austerità, in obbedienza ai famigerati “Memorandum” imposti, al governo di sinistra di Tsipras, dalla “Troika”, di cui era figura centrale Mario Draghi come presidente della Bce e guida reale il ministro delle finanze della Germania, Schauble.

Ora quel ruolo di sede di sperimentazioni antisociali feroci, la Grecia lo assume di nuovo con il governo di destra di Mitsotakis.

In Germania il cancelliere Merz annuncia la necessità di aumentare l’orario di lavoro nel paese ove i metalmeccanici avevano conquistato le 35 ore. Victor Orban in Ungheria si è mosso prima, con una legge che imponeva 400 ore di straordinario obbligatorie all’anno senza la certezza della retribuzione. Anche questa è stata definita legge schiavitù, ma la Corte Costituzionale ungherese nel 2021 l’ha bocciata.

Allora il pericolo per il mondo del lavoro è attuale e incombe su tutti. Se esiste o può rinascere una sinistra italiana ed europea è questo il momento della lotta e della mobilitazione per salvare i diritti sociali e dei lavoratori.

  • Michele BLANCO. Dottore di ricerca in “Diritti dell’uomo e Diritti fondamentali. Teorie, etiche e simboliche della cittadinanza” presso la facoltà di Giurisprudenza della Seconda Università di Napoli. Tra i suoi saggi più rilevanti si ricordano: “La vera ragione dei diritti umani e la democrazia partecipativa come premessa al reciproco riconoscimento tra i popoli” (2006), “Democrazia deliberativa ed opinione pubblica emancipata” (2008), “Cosmopolitismo e diritti fondamentali” (2008), “Diritti e diseguaglianze. La crisi dello stato nazionale e al contempo dello stato sociale” (2017), “Nota critica a Thomas Piketty, Capitale e ideologia” (2021) “Nota critica a Katharina Pistor , Il codice del capitale. Come il diritto crea ricchezza e disuguaglianza” (2021). “Recensione critica a Thomas Piketty, Una breve storia dell’uguaglianza” (2021). "La politica post-democratica caratterizza, sempre più, il mondo attuale" (2024). "Introduzione al percorso intellettuale di Jürgen Habermas Habermas sociologo o filosofo? Certamente un intellettuale volto alla ricerca costante dell’emancipazione della persona umana", Lanciano, Carabba (2024).

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