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BUON ANNO DI PACE

di Pino D'ERMINIO 30 Dicembre 2025
Scritto da Pino D'ERMINIO

Il COSIB (Consorzio per lo sviluppo industriale della Valle del Biferno) è stato costituito con D.P.R. n. 1019 il 17 ottobre 1967, con lo scopo di favorire lo sviluppo di un nucleo industriale, su aree in gran parte nel Comune di Termoli. L’insediamento “storico” di maggiore rilievo è stato quello FIAT, che nel 1973 iniziò la produzione di motori e cambi. Dopo quasi 60 anni dalla sua costituzione, quali sono lo stato e le prospettive del COSIB? Sta assolvendo al suo compito propulsivo dell’economia locale? Se esaminiamo i bilanci del decennio 2015-2024, lo stato e le prospettive del COSIB sono sconfortanti.

In dieci anni, i risultati di esercizio sono stati cinque volte in utile e cinque in perdita, ma quando in utile per importi modesti e quando in perdita per valori pesanti (fig. 1).

Fig. 1 – Risultati di esercizio COSIB 2015-2024

Di conseguenza, il patrimonio netto in 10 anni ha perso 4.144.647 euro, pari ad un terzo del suo valore nel 2015 (fig. 2).

Fig. 2 – Patrimonio netto COSIB 2015-2024

Il 2025 sarà un’altra annataccia, a causa di Netenergy Service srl, di cui si parlerà più avanti.

Depurazione delle acque reflue consortili

La fonte principale di ricavi del COSIB è costituita da una serie di servizi forniti alle aziende insediate nel nucleo, i quali nel decennio 2015-2024 hanno generato una media annua di 4,1 milioni di ricavi. Tra questi servizi primeggia ampiamente la depurazione delle acque reflue consortili, che nel decennio anzidetto ha prodotto 2,4 milioni di ricavi medi annui, pari al il 59% del totale dei ricavi da servizi. Nel 2019 il Consorzio ha inoltre incassato 1,1 milioni di recupero crediti da depurazione reflui, relativi al periodo 2014-2018.

L’esistente depuratore necessita di importanti interventi di manutenzione straordinaria, se non di vero e proprio rifacimento, nonostante che il 22 febbraio 2023 siano stati aggiudicati i lavori di “completamento funzionale” del depuratore, finanziati con 2 milioni di euro del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020. Nel 2022 il Consorzio ha ottenuto un nuovo finanziamento di 8,75 milioni da PNRR, per il potenziamento della viabilità interna e del sistema di depurazione consortile; intervento quest’ultimo che va piuttosto a rilento, visto che l’incarico per la verifica di assoggettabilità a VIA (Valutazione di impatto ambientale) ed a VIncA (Valutazione di incidenza ambientale) è stato affidato solo l’8 settembre 2025. 

È stata adombrata l’ipotesi di adibire l’impianto di depurazione potenziato al trattamento anche di reflui provenienti dall’esterno del nucleo. Una tale scelta non può essere condivisa, perché la depurazione comporta comunque lo scarico a mare di acque non potabili e la produzione di fanghi e gas nocivi o maleodoranti, accettabili finché funzionali alle imprese insediate nel nucleo; inoltre, non appare coerente con la missione del Consorzio, che è quella di incentivare l’arrivo nel nucleo di imprese, non di inquinanti “alieni” da trattare, anche meno controllabili di quelli “autoctoni”. 

Vendita di lotti industriali

Altra fonte di ricavi è la vendita di lotti industriali, con risultati economici ondivaghi (fig. 3).

Fig. 3 – Proventi dalla vendita di lotti industriali 2015-2024

Nel 2024 sono stati acquistati lotti per 693.961 euro; pertanto, al netto di tali acquisti, l’apporto al conto economico delle vendite di lotti industriali è stato di 905.609 euro.

Le prospettive di incremento di questa fonte di proventi sono modeste ed incerte, in quanto sono incerti nuovi insediamenti industriali o l’ampliamento di quelli esistenti. Nel 2016 le aziende insediate nel nucleo erano 127, nel 2024 sono scese a 121 e pesa la crisi di Stellantis e la probabile cancellazione della sua sostituzione con la ACC, per la produzione di batterie per auto elettriche. In pochi anni lo stabilimento Stellantis di Termoli è passato da 3.500 dipendenti a 1.823, tutti in regime di contratto di solidarietà dal 1° settembre 2025 al 31 agosto 2026. Se pure non si arriverà alla chiusura totale, la presenza di Stellantis a Termoli sarà fortemente ridimensionata, con ricadute, che già si sentono, anche sull’indotto. Naturalmente ne soffriranno anche i ricavi da servizi del COSIB. Nel 2023 il Consorzio ha incassato 3 milioni di “proventi non caratteristici” per un non meglio precisato «contratto di delega pagamento Stellantis/ACC/Cosib».

Il macigno dei costi del personale e le pretese degli amministratori e dei revisori

Dal lato dei costi predominano ampiamente quelli del personale, che nel decennio 2015-2024 hanno rappresentato in media annua il 43% dei costi della produzione. I servizi erogati alle imprese insediate nel nucleo consistono, oltre al citato trattamento delle acque reflue, nella fornitura di acqua industriale e potabile, nello smaltimento dell’acqua piovana, nella messa a disposizione delle reti consortili della fibra ottica, delle strade, del metanodotto ed infine di un laboratorio di analisi. Tali servizi non sembrano richiedere elevati livelli quantitativi e qualitativi di personale, che mediamente nel periodo 2015-2024 è stato pari a 36 unità, di cui ben 4 dirigenti e 6 o 7 quadri, i restanti 26 o 25 dipendenti sono equamente divisi tra amministrativi ed operai. Nel 2024, rispetto al 2015, l’ammontare delle retribuzioni onnicomprensive è aumentato del 38% e la retribuzione media per addetto del 46% (fig. 4).

Fig. 4 – Costo del personale COSIB totale e medio 2015-2024

Altra anomalia riguarda il costo spropositato degli amministratori – 5 componenti del Comitato direttivo e 10 del Consiglio generale (questo si riunisce 2 volte l’anno), di cui uno con funzioni di presidente di entrambi gli organi – e dei revisori dei conti – presidente e due componenti – che nel 2024 sono costati rispettivamente 180.253 euro e 109.202 euro.

Perdite su crediti e sopravvenienze passive

Generano preoccupazione le ricorrenti perdite su crediti (tab. A), mentre le sopravvenienze passive sono risultate pesanti solo nel 2019, a causa in particolare della definizione giudiziaria per 617.171 euro del contenzioso ICI 2004-2009 a favore del Comune di Termoli.

Tab. A – Perdite su crediti e sopravvenienze passive 2015-2024 in migliaia di euro

Le principali perdite su crediti hanno riguardato: nel 2016 il Nuovo Zuccherificio del Molise, per 808.959 euro; nel 2019 G&B Investments Srl, per 1.057.235 euro; nel 2021 un contenzioso con CREA Gestioni, per 600.571 euro; nel 2022 Del Giudice srl, per 244.024; nel 2023 ancora Del Giudice srl, per 693.030 euro. 

Probabile è l’imminente arrivo di una perdita di 2.106.698 euro, su un credito presunto per forniture di acqua potabile al Comune di Termoli, rigettato dalla Corte di appello di CB, per il quale il COSIB ha deliberato il ricorso in Cassazione il 20 dicembre 2023.

Il disastro economico di Netenergy Service srl

Netenergy Service srl, controllata al 100% dal COSIB, è stata costituita il 25 settembre 2003 con il solo compito di gestire l’erogazione del metano, attraverso la rete di proprietà del COSIB. Per fare questo serviva una società ad hoc? Nel 2024 Netenergy si è avvalsa: di un consiglio di amministrazione, composto da un presidente e tre componenti, costati 45.403 euro; di una società di revisione contabile (la BDO), costata 17.850 euro; di due impiegati amministrativi ed un operaio, costati 162.932 euro. Costi tutti o quasi evitabili, se svolti direttamente dagli amministratori, dai revisori e dal personale del COSIB.

Ma veniamo al disastro economico di Netenergy, che ha sconvolto il bilancio 2024, a seguito della sentenza della Corte di appello di Milano, n. 519 del 28 febbraio 2025, che ha confermato la condanna a pagare a SNAM Rete Gas 1.305.446 euro (IVA compresa), oltre interessi e spese tecniche e legali, per un totale di 2.123.362 euro. Il conto economico 2024, che senza questa batosta avrebbe chiuso con un utile di 162.215 euro, è finito in perdita per 1.961.147 euro; di conseguenza il patrimonio netto, che nel 2023 ammontava a 842.278 euro, è crollato a MENO 1.118.369 euro. Naturalmente la perdita di 842.278 si è riverberata sui conti 2024 del COSIB.

Il Consorzio poteva avere due alternative: liquidare Netenergy e farsi carico direttamente del debito verso SNAM, oppure mantenerla in piedi ricapitalizzandola. Poteva essere l’occasione buona per dismettere una controllata priva di senso economico ed invece si è deciso di ricapitalizzarla, prima con delibera del presidente (11/06/2025), poi del Comitato direttivo (23/06/2025) ed infine dell’Assemblea dei soci (27/06/2025). La ricapitalizzazione non è prevista con apporto in denaro, ma con il conferimento a Netenergy del metanodotto consortile, del valore stimato di 1.600.000 euro. Ne consegue che nel 2025 il patrimonio netto di Netenergy risale a 319.416 euro, naturalmente con ricadute negative sullo stato patrimoniale e sul conto economico 2025 del COSIB. Dato che la rivalutazione di Netenergy è avvenuta in natura, questa dovrà reperire le risorse finanziarie per soddisfare il credito di SNAM Rete Gas.

Spunti

Una potenziale fonte di rilancio del nucleo industriale di Termoli è la ZFD (zona franca doganale), istituita su una superficie di quasi 5 ettari, con il finanziamento da PNRR di 15,6 milioni. In questa luce diventa importante realizzare uno scalo merci ferroviario, collegato alla vicinissima linea adriatica, che fra un paio d’anni sarà tutta su doppio binario, con notevole incremento del traffico.

Quello che più manca al COSIB è un indirizzo strategico, che attiri gli insediamenti industriali puntando alla creazione di uno specifico comprensorio, ad esempio, nell’elettromeccanica e nell’elettronica, così da favorire sinergie ed economie esterne tra le imprese presenti.

La struttura organizzativa e di governo del COSIB va rivista in termini di efficienza economica: riducendo il numero dei dirigenti e dei quadri; dimezzando i compensi agli amministratori ed ai sindaci revisori; liquidando Netenergy ed assorbendone l’attività.

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