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Politica

Politica

PER UNA EUROPA AUTONOMA IN UN NUOVO ORDINE MONDIALE

di Gianni PRINCIPE 30 Aprile 2024
Scritto da Gianni PRINCIPE

Il tema di un esercito europeo è emerso con prepotenza negli ultimi tempi come conseguenza del dibattito all’interno della UE sull’aumento della spesa per armi in ambito NATO e sull’istituzione di un fondo per il sostegno all’Ucraina in guerra. In aggiunta, un’uscita del presidente francese Macron che ventilava un impegno militare del suo paese, sul terreno, ha sollevato questo nuovo tema per gli altri paesi europei, che si sono detti contrari in grande maggioranza, ma non in coro unanime.

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30 Aprile 2024 0 Commenti
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Politica

UN 25  APRILE  SUI  MONTI

di Marco MADDALENA 25 Aprile 2024
Scritto da Marco MADDALENA

Da ieri mi ronza in testa la frase di Piero Calamandrei: “Se volete andare in pellegrinaggio dove è nata la nostra Costituzione, andate sulle montagne, nelle carceri, nei campi, dovunque è morto un italiano per riscattare la nostra libertà, perché è lì che è nata questa nostra Costituzione”.

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25 Aprile 2024 0 Commenti
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Politica

DRAGHI IL MAGGIORDOMO DI GOLDMAN & SACHS

di Michele BLANCO 18 Aprile 2024
Scritto da Michele BLANCO

Mario Draghi il nemico del popolo non deve presiedere la prossima Commissione europea.

Basti ricordare: “Mario Draghi? Impossibile immaginarlo a Palazzo Chigi. È un vile affarista che venderà l’economia italiana”. Lo ha detto l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga durante la trasmissione Unomattina.(il 24 gennaio 2008, ANSA).

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18 Aprile 2024 0 Commenti
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Politica

LA SANITÀ DEI RICCHI E QUELLA DEI POVERI

di Marco MADDALENA 25 Marzo 2024
Scritto da Marco MADDALENA

Per anni si è soffiato sulla sanità convenzionata e sulla sanità integrativa tanto da lasciare un grande potere economico ai privati nel campo dei servizi sanitari, che al bisogno hanno “offerto” solo servizi privati a pagamento.

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25 Marzo 2024 0 Commenti
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Politica

LA VIOLENZA, LA DESTRA ED I GIOVANI

di Nicola OCCHIONERO 5 Marzo 2024
Scritto da Nicola OCCHIONERO

Lo scorso 7 gennaio a Roma in Via Acca Larentia, durante la commemorazione di tre giovani appartenenti al MSI, uccisi nel 1978 da un gruppo armato dell’estrema sinistra, si levano, centinaia di braccia tese al richiamo del “presente”, la polizia interviene? No.

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5 Marzo 2024 1 Commento
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Politica

UNA RIFLESSIONE SU PARTECIPAZIONE POPOLARE, DEMOCRAZIA E ELEZIONI IN SARDEGNA

di Michele BLANCO 27 Febbraio 2024
Scritto da Michele BLANCO

La reale applicazione delle regole democratiche nella prassi politica, sociale ed economica viene in realtà progressivamente svuotata, in primo luogo, dalla reale partecipazione democratica dei cittadini, che negli ultimi anni è, sempre più, diminuita. Nella gran parte dei paesi democratici.

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27 Febbraio 2024 0 Commenti
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Politica

L’ORDINE MONDIALE UNIPOLARE VACILLA MA NON SAPPIAMO COME SARÀ IL FUTURO

di Michele BLANCO 19 Febbraio 2024
Scritto da Michele BLANCO

Il mondo attuale si distingue per alcuni dati non certamente confortanti, almeno per chi ritiene giusto un mondo con meno disuguaglianze, come il fatto che le prime 500 società quotate a Wall Street stanno registrando utili record e distribuiscono dividendi formidabili ai propri azionisti, a cominciare dai grandi fondi finanziari. Ma nel nel frattempo, l’economia giapponese e quella britannica sono in piena recessione, la Germania arranca e il resto dell’Europa stenta ad arrivare ad una crescita dell’1%. In quasi tutto il pianeta anche nel 2023 i salari sono diminuiti e la produzione continua a spostarsi,

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19 Febbraio 2024 0 Commenti
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Politica

L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA E LA BUFALA DEI LEP

di Pino D'ERMINIO 8 Febbraio 2024
Scritto da Pino D'ERMINIO

I fautori dell’autonomia differenziata sostengono che non esiste il rischio di spaccare l’Italia in 21 staterelli (le 19 regioni e le due province autonome di Trento e Bolzano), ciascuno con diverse quantità e qualità dei servizi pubblici, perché ovunque saranno garantiti i livelli essenziali delle prestazioni (LEP). La tesi è meramente propagandistica. La sua fallacia può essere dimostrata non solo con argomenti logici, che potrebbero essere non capiti, specialmente da chi non vuole capire, ma anche con fatti concreti, che – ha detto Lenin – hanno la testa dura.

I fatti da prendere a modello sono quelli che hanno caratterizzato e tutt’ora caratterizzano il servizio sanitario nazionale. Istituito con la legge 833/1978 con una governance centralizzata, è stato successivamente regionalizzato ed aziendalizzato (dalle USL alle ASL) a partire dal DLgs 502/1992 e poi dal DLgs 517/1993, dalla legge 419/1998, dal DLgs 229/1999, per culminare con la riforma del Titolo V della costituzione (legge cost. 3/2001) che ha affidato alle regioni ed alle province autonome la competenza esclusiva della organizzazione e regolazione dei servizi sanitari pubblici regionali, mentre allo Stato centrale resta la competenza nel definire gli indirizzi generali ed i LEA, cioè i livelli essenziali delle prestazioni assistenziali, che sono a tutti gli effetti antesignani dei LEP. I LEA sono stati introdotti dal DLgs 56/2000 (cd. federalismo fiscale) e disciplinati dal DM 12/12/2001.

I LEA ed i LEP altro non sono che una “bilancia” creata per misurare le prestazioni erogate; ma costruire uno strumento del genere è affare piuttosto complesso ed incerto nella sua capacità di misurazione. All’inizio i LEA si fondavano su un set di un centinaio di indicatori; nel 2014 la Conferenza Stato Regioni condivise che tali indicatori non fornivano un quadro sufficientemente attendibile dei servizi sanitari regionali e si decise – nelle more della ridefinizione dei criteri – di adottare una griglia di 33 indicatori, riferiti a tre aree: prevenzione, assistenza distrettuale (detta anche “territoriale”) ed assistenza ospedaliera. Finalmente il DM 12/03/2019 ha introdotto i nuovi LEA, applicati dal 2020. Il nuovo set è costituito da 88 indicatori, ma per le valutazioni politico-economiche si è scelto di usare solo 22 indicatori, detti core (in italiano “centrali”): 8 nell’area prevenzione, 8 in quella distrettuale e 6 nell’ospedaliera. Che fatica! E a distanza di una ventina d’anni dalla loro istituzione non sappiamo ancora quanto i LEA siano affidabili. Quanto sarebbe complessa ed opinabile la determinazione di sistemi di misurazione di 10 o 20 LEP?

Oltre alle suddette difficoltà tecniche, c’è un difetto concettuale di fondo dei LEA come dei LEP: l’aggettivo “essenziale”, che confligge con il principio costituzionale dell’eguaglianza dei cittadini e del loro diritto a prestazioni uniformi dei servizi pubblici. Realisticamente, uniformi non può voler dire identiche, ma analoghe sì. Quali sono i punteggi dei nuovi LEA? Essi vanno da zero a 100 e si considerano “sufficienti” 60 punti. Un intervallo di 40 punti, tra la sufficienza e l’eccellenza, autorizza ad affermare che ai cittadini di regioni diverse viene fornito un servizio analogo, oppure è la presa d’atto formale della discriminazione territoriale tra i cittadini? Dal grafico seguente, che mostra i punteggi LEA core relativi al 2021 (ultimi dati disponibili), si nota una grande variabilità da regione a regione; non solo, è evidente che tra il servizio sanitario dell’Emilia Romagna e quello della Basilicata c’è un divario enorme, pur essendo quest’ultima oltre la soglia dei 60 punti in tutte le aree; per non parlare della Valle d’Aosta e della Calabria, che sono sotto soglia in tutte le aree, o del Molise, che consegue il peggiore punteggio nazionale nell’area ospedaliera.

LEA core 2021 per aree nelle regioni e province autonome italiane

(Fonte: Ministero della Salute, Monitoraggio LEA 2021, pag. 23.)

Mettere sullo stesso piano la sanità dell’Emilia Romagna e quella della Basilicata vuol dire falsificare smaccatamente la realtà e lo dicono gli stessi indici LEA. Peggio ancora per chi è sotto la soglia considerata sufficiente. Come si salvaguardano i cittadini che risiedono in quelle regioni? In che modo i LEA/LEP li garantirebbero? Evidentemente i LEA/LEP non garantiscono un bel niente ed è già tanto se riescono a stimare in modo decente il livello delle prestazioni erogate.

L’esperienza più che trentennale della regionalizzazione del servizio sanitario pubblico si è dimostrata un fallimento, con gravi ripercussioni sulle popolazioni delle regioni più arretrate. Nonostante questo, con l’autonomia differenziata si vuole estendere la regionalizzazione alle seguenti materie: «giudici di pace»; «norme generali sull’istruzione»; «tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali»; «rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni; commercio con l’estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia;  previdenza complementare e integrativa; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale». In tutte queste materia lo Stato centrale si limiterebbe a determinare i principi fondamentali.

Così si sfascia l’Italia. La cosa al tempo stesso tragica e ridicola è che l’autonomia differenziata è promossa con forza da partiti che ad ogni piè sospinto si ammantano del tricolore.

8 Febbraio 2024 0 Commenti
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Politica

PROTEGGERE LA MAGGIORANZA E IL SUO CAPO: “LA MADRE DI TUTTE LE RIFORME”

di Michele BARONE 1 Febbraio 2024
Scritto da Michele BARONE

“Tra le molte concezioni della rappresentanza … una cosa sola va rigidamente affermata: che l’Assemblea eletta sia la più capace a costituire un Governo … atto a risolvere nel modo più rapido, fermo e univoco tutte le molteplici questioni che nell’azione quotidiana si presentano, non impacciato da preventive compromissioni, non impedito da divieti insormontabili, non soffocato da dissidi, non viziato nella origine da differenze ingenite di tendenze e di indirizzi”.

Queste parole potrebbero essere attribuite benissimo ad uno dei tanti sostenitori delle riforme che, negli ultimi decenni, sono state dirette ad assicurare l’artificiale formazione di una maggioranza parlamentare ampia, al fine di (tentare di) garantire la stabilità del governo.

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1 Febbraio 2024 0 Commenti
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Politica

SANTO PADRE, LA POLITICA E ALTRO

di Pasquale DI LENA 27 Gennaio 2024
Scritto da Pasquale DI LENA

Nel corso di un’intervista di Fabio Fazio sul canale 9, durata quasi un’ora (52,33 minuti), il Santo Padre, Papa Francesco, per i primi venti minuti ha parlato della guerra, delle guerre, portando esempi per dire con sempre più forza e far capire che la guerra è solo distruzione e morte. Basta vedere le immagini che arrivano dall’Ucraina o da Gaza per rendersene conto e capire che la guerra è così, distrugge e uccide. E, a tale proposito, ha ricordato, le centinaia di morti al giorno a Gaza e in Ucraina, e, tornando alla seconda guerra mondiale, i ventimila giovani che hanno lasciato la propria vita sulle spiagge della Normandia. 

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27 Gennaio 2024 0 Commenti
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"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese"

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