LA LEZIONE DE “IL PICCOLO PRINCIPE” CHE IL FISCO IGNORA

di Matteo FALLICA

Se dovessi disegnare la giustizia, mi ispirerei al capitolo X de Il Piccolo Principe.

Il protagonista chiede al sovrano di ordinare al sole di tramontare. Il re rifiuta l’ordine immediato e spiega che “…governare significa chiedere il possibile…”. Ecco, questa è la mia idea di giustizia.

Ed è la stessa che ritroviamo nella nostra Costituzione, quella bussola che dovrebbe essere applicata e non messa sotto assedio da riforme sempre più imbarazzanti. L’ultima, oggetto del prossimo referendum, è stata definita dal magistrato Gherardo Colombo (che non è certo Antonio Di Pietro) “estremamente pericolosa”.

Ebbene, l’articolo 53 della Costituzione italiana, sembra proprio scritto dal re di Saint-Exupéry, dove troviamo il “principio di progressività contributiva”. Cioè, chi più ha, più paga.

E invece, in questa società sempre più orwelliana, chi più ha più sfugge; chi meno ha, più viene colpito.

Parlo per ragion veduta. Sono avvocato e mi occupo in larga parte di materia tributaria. Ma questa è prima di tutto una riflessione da cittadino.

Vedo persone che non evadono, ma affogano. Attività sane strangolate da anticipi d’imposta, sanzioni automatiche, interessi spropositati, adempimenti continui. Imprenditori con le lacrime agli occhi che chiudono non per furbizia, ma per asfissia fiscale.

E in cambio lo Stato cosa offre? Una sanità pubblica devastata, strade dissestate, amministrazioni lente e inefficienti.

Diciamolo con chiarezza: il patto fiscale è rotto. E quando questo patto si rompe, la Costituzione è tradita.

Il rimedio per il contribuente arriva sempre ex post: rincorrere il fisco per correggere un errore, spiegare che non c’era evasione ma un ritardo, una svista, una difficoltà momentanea che però si traduce in sanzioni salatissime. Oppure, ancora peggio, si attivano strumenti devastanti prima che il merito sia accertato: fermi amministrativi, iscrizioni ipotecarie, pignoramenti dei conti bancari. Armi potentissime che, per una micro-impresa o un professionista, significano una sola cosa: saracinesca abbassata. Game over.

E mentre lo Stato di diritto si assottiglia, l’Europa guarda l’Italia con crescente imbarazzo bacchettandola continuamente con sanzioni.

L’ultima è di pochi giorni fa. Con sentenza dell’8 gennaio 2026, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato lo Stato italiano per le modalità con cui l’Amministrazione finanziaria accede e analizza i dati bancari dei cittadini. Nella sentenza si legge che “… la lotta all’evasione fiscale è un fine legittimo, ma il modo in cui l’Italia conduce le indagini finanziarie viola il diritto al rispetto della vita privata tutelato dall’articolo 8 della Convenzione…”.

Uno Stato di diritto sano non può sacrificare le garanzie fondamentali sull’altare dell’efficienza fiscale.

E allora torno al Piccolo Principe, e chiudo da lì:“… E il mio tramonto?”, gli ricordò il piccolo principe, che non dimenticava mai una richiesta una volta che l’aveva posta. “Avrai il tuo tramonto. L’esigerò. Ma attenderò che il momento sia propizio”. “Quando sarà?” s’informò il piccolo principe. “Questa sera alle sette e quaranta circa. E vedrai come sarò obbedito senza storie! Perché, vedi, si deve esigere da ciascuno quello che ciascuno può dare. L’autorità si basa, prima di tutto, sulla ragione”. Concluse il re. 

  • Matteo Fallica, classe 1986, è un avvocato del foro di Campobasso e attivista civico del Molise. Nel 2017 ha fondato un comitato civico per la tutela dell'ambiente e dei diritti.

    Da sempre impegnato politicamente, nel 2021 ha supportato la campagna "Eutanasia Legale" e difeso fermamente la legge 194 sull'aborto.

    Nel corso del suo impegno civile, ha anche partecipato a una missione umanitaria in Ucraina.
    Il suo impegno continua a concentrarsi sulla partecipazione civica, la difesa dei diritti e la trasparenza amministrativa.

Potrebbe piacerti anche

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da parte di questo sito web.