Nell’urgenza dei problemi, con un quadro politico inadeguato, non si può che puntare ad esercitare pressione su chi decide. Ma la seconda conclusione da trarre è che occorre compiere il massimo sforzo per ridurre la distanza tra cittadini e politica. Partendo dalla selezione dei rappresentanti, quindi dalla legge elettorale, da cui si fa di tutto per allontanare l’attenzione dei cittadini.
Politica
Una prima conclusione è che in questa situazione si arriva, al più, alla riduzione del danno, mentre è richiesta una rottura di continuità, almeno sulle sfide prioritarie, fondamentali. Sanità, ambiente, risorse (lavoro e fisco).
È necessario dunque analizzare più a fondo ciò che rappresenta questo governo, nato dalla casualità più che da sequenze rispondenti alla logica dei fatti politici, e quali prospettive può avere. E andare al cuore (di tenebra) del problema cercando di far luce nel buio che regna nel mondo dei partiti.
Il solco che si è creato tra i cittadini e la politica sta generando dinamiche sempre più lontane dalla vita reale e dalle istanze preminenti della popolazione che è in crescente difficoltà.
La memoria è importante perché le particolarità della situazione italiana hanno origine nella nostra storia recente e nei condizionamenti delle libertà fondamentali che l’hanno caratterizzata. Su cui si è operata una rimozione.
Le ragioni profonde dell’involuzione della sinistra italiana vanno cercate nella perdita della memoria storica. La nostra è una società immersa in un eterno presente, quindi incapace di immaginare un futuro alternativo. Mentre, nel mondo, si assiste a un ritorno a Marx e a Gramsci.
Il tema al centro del precedente articolo “L’Italia del dopo Trump” era la ricerca di una via di uscita dalla tenaglia sovranismo (Trumpismo)-liberismo, rimanendo ben distanti dai modelli che stanno prendendo piede nel resto del mondo, caratterizzati da pesanti limitazioni dei diritti fondamentali delle persone.
Riflessioni POST SCRIPTUM
Approfitto per anticipare una considerazione all’attenzione della carovana che si è messa in moto, sul tema decisivo delle risorse: la struttura del prelievo fiscale è l’ostacolo forse più ostico, per la dimensione globale che hanno assunto economia e finanza.
Guardandoci intorno dobbiamo prendere atto che quella ricerca in Italia è ancora molto indietro e quella realtà in formazione assai più dispersa che altrove.
Quale alternativa?
Trumpismo-sovranismo e neoliberismo non esauriscono il quadro, si è detto. Altri attori globali, non riconducibili a quei due paradigmi, stanno compiendo grand sforzi per emergere.
