La strage di Bologna è una ferita ancora aperta nella coscienza civile e, soprattutto, nella nostra democrazia.
Un cammino è stato fatto. Diverse responsabilità, tra gli esecutori e i mandanti, sono emerse e sono state accertate con sentenze passate in giudicato. È una strage neofascista in cui hanno fatto capolino servizi, apparati, politica, mafie e legami internazionali.
Ma il cammino deve ancora segnare altre tappe. Lo chiede, a buona ragione, l’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.
Una richiesta, questa, che deve diventare corale, elevandosi a voce di un intero Paese!
