Nella discussione ampio spazio all’energia e all’addio dei combustibili fossili ma poco spazio per un bene primario come il cibo e quanto è collegato: l’agricoltura che preserva il territorio, diversità e qualità.
Ambiente
Nel silenzio delle fonti ufficiali governative, nazionali e regionali, da informazioni fornite alla stampa da Maverick, si apprende che il progetto denominato “Eolico Offshore Molise” prosegue l’iter amministrativo, ma che per strada ha perso pezzi.
L’energia disponibile lorda dell’Italia, pari nel 1990 a 1.722 TWh (terawattora), è andata crescendo fino al massimo di 2.196 TWh nel 2005, poi decrescendo fino minimo di 1.742 TWh nel 2014 ed infine ha oscillato intorno a 1.800 TWh,
Un pretesto per toccare (in silenzio) i principi fondamentali della Costituzione
È la prima volta che si mette a mano alla parte più importante della Costituzione Italiana, quella dei primi dodici articoli definiti Principi fondamentali. Nel 2022 il Parlamento con l’accordo di tutti i partiti ha infatti cambiato l’articolo 9 della Carta, e quasi nessuno lo sa.
Le microplastiche sono un inquinante inesistente fino a pochi decenni fa che è diventato pericolosissimo perché presente in forma microscopica e, quindi, non visibile negli alimenti e per questa via viene ingerito ogni giorno con l’alimentazione. Preoccupa ancor di più sapere che i prodotti biologici non ci proteggono dai rischi di questo inquinante poiché anch’essi sono contaminati da microplastiche.
TERREMOTI E CATASTROFI NATURALI: AL DOLORE DEVE SEGUIRE UN RIPENSAMENTO DELL’OPERA DELL’UOMO
Le immagini del Terremoto che ha devastato sia la Turchia che la Siria sono ancora davanti ai nostri occhi. Arrivano notizie di fonte Onu che i morti sono molti, ma molti di più di quelli che vengono ufficialmente censiti.
>> di VKN
Il bilancio dell’anno che sta per concludersi per la battaglia a favore dell’ambiente è fondamentalmente negativo sebbene con qualche luce, come la legge sul biologico, che fa ben sperare per il 2023.
L’Italia ha la grande necessità di ridurre le disuguaglianze, disuguaglianze che sono venute crescendo nella società e sul territorio, spinte dalle logiche non regolate del mercato e dal succedersi delle cosiddette “emergenze” più o meno reali
In Lombardia si sta realizzando una coalizione che comprende Pd, M5s e Alleanza Verdi-Sinistra per costruire un governo alternativo alla destra in una Regione complessa e difficile, dopo gli anni disastrosi del Governo Fontana
» VKN
Il sindaco della capitale, Roberto Gualtieri, annuncia che l’inceneritore per Roma sarà pronto entro il 2025.
Il sindaco ha anche ribadito che il nuovo piano di gestione rifiuti sarà approvato entro la fine di Luglio e le dimensioni dell’inceneritore saranno parametrate al raggiungimento degli obiettivi europei di raccolta differenziata, riciclo e riduzione, senza nessun ulteriore sovradimensionamento.
In ogni caso, ha affermato Gualtieri, sarà comunque necessaria una discarica di servizio con un disvalore di circa il 5% contro il 35% attuale.
Ma è a questo punto che nascono le domande attualmente senza risposta: dove verrà costruito l’impianto? Come verrà raffreddato? Dove sarà collocata la discarica per il conferimento delle ceneri, rifiuto speciale che l’inceneritore produce con il suo ciclo di lavorazione? Chi pagherà l’acquisto dei crediti per compensare le emissioni clima alteranti prodotte dall’inceneritore che, a partire dal 2026, saranno tassate dall’unione Europea?

Sarebbe stato meglio che i cittadini fossero stati investiti prima della scelta, chiedendo loro di decidere sul tema.
Evidentemente si teme l’opinione della cittadinanza ma, in democrazia, anche quando esprime una voce di dissenso vi è arricchimento fosse solo per meglio ponderare i problemi ed approntare soluzioni meditate anziché rattoppi dell’ultimo momento.
Certamente la dimensione di Roma per popolazione e per territorio richiede una particolare e maggiore attenzione, rispetto alla norma, nella predisposizione del piano di raccolta differenziata, ma è proprio per questo che si predispongono dei piani!
La popolazione occidentale acquista infatti sempre più spesso cibi confezionati, predilige imballaggi e contenitori di plastica per qualsiasi tipologia di prodotto e richiede una varietà sempre più ampia di prodotti industriali, sia che si tratti di beni di consumo durevoli (come televisori, cellulari, frigoriferi, veicoli) che di articoli “usa e getta”.

Tra i Paesi dell’Europa occidentale è l’Italia quello che ricorre, più degli altri, all’uso delle discariche a cielo aperto; per citarne una, si pensi alla mega discarica di Malagrotta dove venivano stoccati i rifiuti indifferenziati di Roma.
Ma a questo punto cosa fare?
Magari prima di dare il via alla realizzazione di un termovalorizzatore per la capitale si poteva iniziare dall’approntare un valido sistema di raccolta differenziata perché l’affermazione che a Roma è impossibile fare differenziata è la negazione del concetto di società e di vivere civile, oltre che a dir poco offensivo per i romani ritenuti incapaci di comportamenti ormai abituali per tutti gli italiani che vivono in provincia.
Certamente la dimensione di Roma per popolazione e per territorio avrebbe richiesto maggiore attenzione nella predisposizione del piano di raccolta differenziata, ma è per questo che si predispongono dei piani!
Se vogliamo proteggere la nostra salute e preservare la natura, dobbiamo agire per cercare di limitare il più possibile il problema dei rifiuti, mettendo in atto però le scelte più ecologiche possibili, quale non è certo la realizzazione di un termovalorizzatore.
I cittadini opportunamente sensibilizzati ed informati saranno chiamati a fare una buona raccolta differenziata, ricordandoci che sono tantissimi i materiali che possono essere riutilizzati e riciclati più volte.
I costi economici per lo Stato e la qualità della vita per le persone ne gioverebbero!
