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IL TEMPO DELLE SCELTE INCALZA: LE DIPENDENZE NELL’UNIVERSO GIOVANILE SI DIFFONDONO E FANNO DANNI ALLA SALUTE E ALLA SOCIETÀ MENTRE LE MAFIE SI ARRICCHISCONO

di Giuseppe LUMIA 1 Aprile 2025
Scritto da Giuseppe LUMIA

A Palermo, con l’autorevole realtà della Casa dei Giovani fondata dal coraggio e dall’abnegazione di padre Salvatore Lo Bue e oggi ben guidata da Biagio Sciortino, il Comune di Bagheria, l’Università Lumsa e la Rete nazionale delle Comunità di INTERCEAR, si è fatto il punto sulle dipendenze nell’universo giovanile di oggi. La scelta del luogo è stata particolarmente emblematica: la sala della Diocesi di Palermo, alla presenza del Vescovo don Corrado Lorefice, a conferma del rilancio di un impegno che chiama in causa tutte le donne e tutti gli uomini di buona volontà.

La mia esperienza nel dramma delle Tossicodipendenze dura da anni e anni, prima con l’impegno nel sociale e nella guida del Mo.V.I, poi in Parlamento dove, con la legge 45 del 1999, che porta il mio nome, si è realizzata un’avanzata e professionalizzante Rete di servizi a lungo invidiata sul piano internazionale.

Negli anni successivi ho dovuto combattere contro un ciclo regressivo che favoriva l’assuefazione alla pervasività delle mafie del narcotraffico e contro il procedere nella società e nella politica di vecchie e sterili divisioni sull’approccio da scegliere per le politiche di contrasto e cura delle tossicodipendenze.

Adesso, mentre procediamo con affanno e incomprensioni, le mafie stanno inondando di droghe il mondo intero., rovinando irrimediabilmente la salute di milioni di essere umani e entrando diffusamente nei consumi del vasto e difficile universo giovanile.

Al tempo stesso siamo di fronte ad una nuova e drammatica realtà delle Dipendenze, tanto che ne parliamo al plurale, cioè dipendenze da sostanze e da alcool e dipendenze comportamentali, che non sono meno dannose, come quelle da internet e da social e le varie forme di autolesionismo e di isolamento sociale.

La Rete dei Servizi, abbandonata a se stessa, si è man mano sfilacciata per mancanza di personale e di risorse finanziarie, fino a perdere le sue potenzialità e possibilità di prevenzione, cura e riabilitazione.

Cosa fare? Resilienza o Resa?

La risposta migliore è da ricercare in alcune scelte progettuali ed operative, cambiando passo culturale ed educativo per interagire al meglio con i giovani, investendo sul rilancio della Rete dei Servizi, organizzando una nuova fase delle lotte alle mafie su scala locale e globale, con l’aggressione ai loro patrimoni e con modalità di sviluppo alternativo dei Paesi attualmente produttori di sostanze e trasferendo le competenze sulle Dipendenze su base europea, perché le vie nazionali al contrasto e alle cure sono ormai sterili, hanno esaurito energia e possibilità di successo.

Dobbiamo poi smetterla di dividerci, soprattutto in politica, tra i sostenitori degli approcci più repressivi e quelli più permissivi. Alla prova dei fatti, sono falliti entrambi.

È tempo di ripensare e riprogettare interventi di alta integrazione nei percorsi terapeutici, nella prevenzione e nel reinserimento familiare, sociale e lavorativo. Solo con il pensare e fare integrato si possono ottenere risultati e affrontare questa immane sfida delle Dipendenze con responsabilità e capacità.

Infine, Palermo e alla Sicilia è richiesto di fare sul serio nel dare presto risorse adeguate e funzionalità operative alla Legge approvata nel Parlamento siciliano all’unanimità contro il crack, che sta devastando migliaia di giovani. Inoltre si devono investire risorse adeguate sulla Rete dei Servizi e sul rapporto con le Università per qualificare i nuovi operatori da destinare a questo difficile ma motivante impegno.

1 Aprile 2025 0 Commento
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Sociale

DIRITTI DELLE PERSONE LGBTQIA +: L’ITALIA FA PASSI INDIETRO

di Anna Maria DI PIETRO 31 Marzo 2025
Scritto da Anna Maria DI PIETRO

ILGA-Europe, organizzazione indipendente che lotta per l’uguaglianza e il rispetto dei diritti delle persone LGBTQIA +, ogni anno produce un report che valuta il rispetto di tali diritti attraverso il monitoraggio di leggi e politiche di 49 Paesi dell’Unione Europea, tra cui l’Italia, stilando una classifica su una scala che va, in percentuale, da un minimo di 0 a un massimo di 100, basandosi su 75 criteri divisi in 7 categorie precise, considerando uguaglianza/discriminazione, reati dettati dall’odio, comprese le offese verbali, famiglia, riconoscimento legale del genere, integrità corporea intersessuale, spazio nella società civile e asilo. 

Annualmente, quindi, la classifica mappa l’evoluzione dei Paesi europei in materia di tutela dei diritti LGBTQIA +, con una fotografia reale dei vari progressi e regressi.

Nell’ultimo report, quello del 2024, l’Italia è al 36° posto, perdendo due posizioni. In controtendenza rispetto ad altri Paesi, tra cui Grecia e Germania, per esempio, che hanno lavorato per combattere odio e discriminazioni, o hanno agito su diritti specifici quali l’identità di genere, scalando la classifica.

Ma c’era da aspettarselo. In Italia l’involuzione è direttamente proporzionale alle politiche del Governo, sempre più orientate ad arginare tutti quei diritti che non rientrano nella “tradizione”, a partire dalla composizione della famiglia, che non ammette le coppie omogenitoriali; idea culminata nel dichiarare la GPA (Gestazione per altri, e non “utero in affitto”!) reato universale, quindi perseguibile anche se praticata all’estero. Un chiaro attacco alle coppie omosessuali, con una dietrologia ipocrita che pretende di intromettersi nella sfera più intima delle persone, arrivando a giudicarle, a priori, inadeguate, basandosi sul mito della famiglia tradizionale, come se questa fosse il modello perfetto e incorruttibile, l’unico valido per garantire il benessere dei figli. 

Ma è veramente così? 

Un mito che però cozza con le varie posizioni anti abortiste. Riflettiamo: secondo il Governo, i bambini non possono crescere con due padri o due madri, ma troverebbero serenità anche con la sola madre. Come se la serenità fosse un fatto di genere e non di amore. Che poi, con tutti i tagli che il Governo ha fatto, per gli asili nido per esempio, non agevolando in nessun modo le donne lavoratrici, appare veramente difficile per una madre crescere un figlio da sola.

L’Italia non è, attualmente, un Paese a favore dei diritti civili ed è urgente un’inversione di tendenza, perché il clima omofobo, che sfocia con atti che vanno dalla violenza verbale a quella fisica, è dilagante. C’è bisogno di politiche volte a un cambio culturale, intervenendo in tutte le aree, per favorire una corretta informazione, sensibilizzazione e educazione verso gli orientamenti sessuali, affettivi, l’identità di genere, a partire dalla famiglia, passando per la scuola e arrivando agli ambienti di lavoro, con progetti dedicati che siano in grado di creare inclusione, ambienti in cui le diversità si annullino a favore di un’uguaglianza piena dei diritti. L’intolleranza, visto che le aggressioni omofobe e transfobiche sono la “normalità”, deve essere combattuta con ogni mezzo e in ogni sfera sociale, in cui ognuno deve essere veramente libero di esprimere se stesso.

Del resto, se dal nazionale passiamo al locale, qualche giorno fa Elly Schlein, in visita in Molise per parlare del Terzo settore, è stata vittima di attacchi social indecenti, che ancora una volta testimoniano il clima di odio che in tutto il Paese, e in Europa, ha preso il sopravvento. Odio che non è un fatto personale di chi lo riceve, ma riguarda l’intera società che è lo specchio di quanto accade.  

31 Marzo 2025 0 Commento
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DDL SICUREZZA: UN PASSO VERSO L’AUTORITARISMO E LA SOPPRESSIONE DEL DIRITTO DI DISSENTIRE

di Matteo FALLICA 28 Febbraio 2025
Scritto da Matteo FALLICA

In un contesto in cui il governo sta progressivamente intensificando la repressione e il controllo sociale, il DDL Sicurezza n. 1660 solleva gravi preoccupazioni, non solo per la sua compatibilità con i diritti civili, ma anche per il rischio di trasformare la nostra società in un luogo di sorveglianza e paura, piuttosto che di libertà e pluralismo. Presentato a gennaio e approvato lo scorso settembre alla Camera, ora in discussione al Senato, questo disegno di legge si inserisce in perfetta continuità con il decreto “anti-rave”, dove, più che garantire la sicurezza, si tenta di alimentare la paura e il sospetto.

Le misure contenute nel DDL sollevano interrogativi cruciali riguardo alla loro compatibilità con i principi costituzionali, in particolare con il diritto di dissentire e con la tutela dei diritti civili. Tra le novità più problematiche, si prevede l’eliminazione dell’obbligatorietà del rinvio della pena per le donne incinte, il divieto di vendita della cannabis light, l’aumento delle pene per chi minaccia o usa violenza contro i pubblici ufficiali, e l’inasprimento delle sanzioni per multe e sospensioni della patente. L’obiettivo sembra essere quello di rendere più severe le punizioni per alcuni crimini e garantire una maggiore protezione ai pubblici ufficiali.

Il dibattito sul DDL Sicurezza ha sollevato anche gravi preoccupazioni sull’autonomia delle istituzioni accademiche. L’articolo 31 del DDL prevede infatti che università ed enti di ricerca siano obbligati a collaborare con i servizi segreti, sollevando inquietanti dubbi in merito alla libertà di ricerca. Secondo l’Associazione Italiana per la Scienza Aperta (AISA), questa previsione esporrebbe studenti, ricercatori e accademici a controlli e sorveglianze, trasformando le università da luoghi di libertà intellettuale in spazi di monitoraggio.

L’aspetto più preoccupante è rappresentato dalla norma definita “anti-Gandhi”, che punisce chiunque pratichi forme di resistenza passiva con pene fino a 20 anni. Questa misura rischia di creare un pericoloso precedente, penalizzando qualsiasi forma di disobbedienza civile, a prescindere dal contesto. La sua applicazione potrebbe inficiare il diritto di manifestare dissenso, un diritto fondamentale in una società democratica.

Le preoccupazioni sollevate da numerose organizzazioni, giuristi e istituzioni, come Antigone, Forum Droghe e Rete Lenford, sono pienamente giustificate. L’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) ha infatti dichiarato che “molte delle disposizioni del disegno di legge potrebbero minare i principi fondamentali del diritto penale e dello stato di diritto, ostacolando l’esercizio dei diritti umani e delle libertà fondamentali”.

In un’ottica democratica, se la legge non riconosce il dissenso come un valore fondamentale per il progresso sociale, ma lo considera una minaccia da combattere, rischiamo di trovarci intrappolati in un sistema dove la partecipazione civica e la critica sociale sono bandite e la libertà di pensiero e di espressione perde di significato. La società potrebbe trasformarsi in un luogo di controllo, piuttosto che di partecipazione. In questo scenario di deriva autoritaria, dobbiamo chiederci con coraggio e consapevolezza: fino a che punto siamo disposti a sacrificare la nostra libertà per una sicurezza che, in realtà, potrebbe minacciare la nostra stessa identità di cittadini liberi? La risposta a questa domanda determinerà il futuro del nostro paese. Una riflessione profonda non è più rinviabile, perché la posta in gioco è altissima: noi, la democrazia. 

28 Febbraio 2025 0 Commento
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I FENOMENI

di Annamaria DI STASIO 31 Gennaio 2025
Scritto da Annamaria DI STASIO


Ormai l’utilizzo di Internet come ricerca e fonte di informazioni è di larghissimo uso anzi, per molti, risulta essere l’unica. Essa è di  veloce più immediata e “certa” rispetto ad altro materiale cartaceo. Addirittura spesso non si digita nemmeno più sulle tastiere ma si formulano le domande ad assistente che si tende, secondo me, ad umanizzare considerandolo come un amico pronto a correre in aiuto. Non si considera,invece,  il triste fatto che non si ha più una vita privata poiché, dopo aver consentito che il microfono venga tenuto acceso, si viene costantemente ascoltati. Un Ingegnere, tempo fa, mi spiegava che la tecnologia del vocale è stata messa a punto imitando le strategie della vita quotidiana dei non vedenti. In effetti, i  non vedenti adoperano molto l’ascolto che, tuttavia, alle volte non è di aiuto perché si dimostra faticoso, labile ed immateriale. Ai non vedenti perciò, viene spiegato che la conoscenza e l’utilizzo della scrittura Braille non ha eguali e non deve essere abbandonata per far posto alla tecnologia. Così facendo,  infatti, si tornerebbe all’epoca in cui non era stata  ancora raggiunta l’autonomia di scrittura e lettura. In altre parole, senza il Braille, i ciechi tornerebbero ad affogare nell’ignoranza e nella inettitudine dovendo ricorrere all’aiuto di un vedente.  In base alla mia esperienza, questo discorso funziona perché punge nella dignità e nell’orgoglio. Non so se mai un vedente si sia posto il problema di cosa sarebbe la sua vita senza la scrittura e la lettura. Tutto risulta normale quando l’assistente vocale si usa per necessità ma quando ci si abitua allo smartphon fin dai primi anni di vita la situazione cambia e diventa seria. Piccini e grandi si convincono che dentro quell’aggeggio ci sia il sapere, l’amicizia, l’amore e si isolano, perdendosi  in  mondo virtuale basato sulla velocità delle azioni e delle immagini. La cultura, i sentimenti, la famiglia scorrono velocissimi come le immagini del telefono. Di conseguenza, ci si ritrova omologati in un egoismo pazzesco. In questo clima si collocano gli Influencer, ossia quei soggetti che riescono a captare l’attenzione di moltissime persone e che hanno il potere di influenzarle nella scelta degli acquisti  in vari settori. Non solo, ma questi soggetti guidano i loro follower verso un preciso modo di pensare,  di comportamento e di azione. Lo scopo degli Influencer è quello di convincere i propri follower che il prodotto che descrivono sia utile ed inimitabile, portando i follower stessi a interagire tra loro e a pubblicizzare lo stesso prodotto attraverso il passaparola. La differenza tra l’Influencer ed il follower è che il primo guadagna cifre da capogiro mentre il secondo viene solamente strumentalizzato e spinto all’acquisto. In base al numero di follower raggiunto e, dunque, alla “reputazione” costruita, gli Influncer si posizionano in quattro categorie .  Sono davvero dei Fenomeni. A ciascuno la scelta se siano positivi o negativi.

31 Gennaio 2025 0 Commento
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Sociale

FORZIAMO L’AURORA PERCHÉ NASCA UNA NUOVA UMANITÀ

di Nicola OCCHIONERO 22 Dicembre 2024
Scritto da Nicola OCCHIONERO

“Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore, che è Cristo Signore” (Lc, 2,10-11). L’angelo annuncia ai pastori la nascita di Cristo, si rivolge agli ultimi nella certezza che essi, con umiltà di cuore, comprendano il messaggio divino. Anche per i non credenti resta il fatto che Gesù è nella storia dell’umanità e, se la sua vita e la sua parola fossero frutto di un romanziere, allora potremmo dire che questo è stato senza dubbio il più

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22 Dicembre 2024 0 Commento
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L’OPINIONE PUBBLICA NELL’ETÀ LIQUIDA

di Michele BLANCO 4 Settembre 2024
Scritto da Michele BLANCO

Nella società contemporanea è scomparsa la razionalità e l’opinione pubblica che, nelle stesse democrazie liberali, è diventata manipolabile e servile.

Nel mondo contemporaneo si avverte, sempre più, un disperato bisogno di una difesa delle società aperte e delle democrazie liberali e del rispetto di chi segue le regole della convivenza civile. Tutto questo perché l’auspicata crescita della

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4 Settembre 2024 0 Commento
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Sociale

NELLA SOCIETÀ CONTEMPORANEA È SCOMPARSA LA RAZIONALITÀ E L’OPINIONE PUBBLICA CHE NELLE STESSE DEMOCRAZIE LIBERALI È DIVENTATA MANIPOLABILE E SERVILE

di Michele BLANCO 24 Agosto 2024
Scritto da Michele BLANCO

Nel mondo contemporaneo si avverte, sempre più, un disperato bisogno di una difesa delle società aperte e delle democrazie liberali e del rispetto di chi segue le regole della convivenza civile. Tutto questo perché l’auspicata crescita della consapevolezza generale dei cittadini delle democrazie occidentali non è avvenuta, anzi negli ultimi decenni è tragicamente regredita.

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24 Agosto 2024 0 Commento
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L’INGIUSTIFICABILE E TRAGICO COSTO DI UNA GUERRA INSENSATA – I BAMBINI MORTI A GAZA

di REDAZIONE 19 Agosto 2024
Scritto da REDAZIONE

La Striscia di Gaza, un’area già profondamente segnata da conflitti e tensioni, ha visto una escalation di violenze che ha portato a una crisi umanitaria senza precedenti. 

Tra le vittime di queste violenze, i bambini sono tra i più colpiti, portando con sé una scia di dolore e sofferenza che merita di essere messa in evidenza. Le operazioni militari, spesso condotte in aree densamente popolate, ricadono pesantemente sui civili, con una mancanza di protezione adeguata per i più vulnerabili. 

Le scuole, gli ospedali e le abitazioni diventano bersagli in un contesto di guerra che non fa distinzione tra obiettivi militari e civili. La devastazione che ne deriva non solo porta alla perdita immediata di vite, ma crea anche traumi psicologici e infrastrutture distrutte che rendono difficile la vita quotidiana. Le conseguenze della morte di bambini a Gaza vanno oltre l’immediato. 

I sopravvissuti portano con sé un carico emotivo pesante, con traumi che influenzano il loro sviluppo e il loro futuro. Di fronte a questo dramma umanitario, la comunità internazionale ha espresso grave preoccupazione. Organizzazioni come UNICEF e Amnesty International hanno ripetutamente lanciato appelli affinché si proteggessero i bambini. Tuttavia, gli sforzi per ottenere un cessate il fuoco duraturo e una soluzione pacifica restano complessi e sfuggenti. 

La morte di bambini innocenti a Gaza è una delle conseguenze più angoscianti di un conflitto che continua a mietere vite e a distruggere speranze. È necessario un impegno serio e immediato da parte delle forze in campo e della comunità internazionale per porre fine alla violenza e garantire un futuro migliore per i bambini di Gaza.

19 Agosto 2024 0 Commento
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Sociale

I MISERABILI DI OGGI

di Annamaria DI STASIO 9 Agosto 2024
Scritto da Annamaria DI STASIO

I vecchi problemi, quelli già esistenti, in tempi correnti sembrano accentuarsi ed essere di grande attualità come non mai. Di recente, in Luglio per la precisione, ha fatto notizia il caso dell’arresto di tre stranieri che illecitamente ingaggiavano e sfruttavano braccianti agricoli nei vigneti delle Langhe.

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9 Agosto 2024 0 Commento
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SONO PASSATI 33 ANNI

di REDAZIONE 8 Agosto 2024
Scritto da REDAZIONE

Il nostro spirito di accoglienza e una solidarietà molto forte ha reso possibile affrontare quella che, nel 1991, sembrava un’emergenza insuperabile.

Oggi i nostri paesi e le nostre città sono piene di quei giovani albanesi. Molti di quei ragazzi sono diventati nostri colleghi di lavoro, hanno messo famiglia in Italia ed i loro figli vanno a scuola con i nostri, qualcuno ha preso moglie o marito italiano e qualcun altro è tornato nel suo paese.

Penso ai miei amici albanesi – a Nicola, a Flavio o a Benito – e penso che Larino non potrebbe fare a meno di loro e che sarebbe meno bella se non fossero mai venuti in paese.

So di dire una cosa che a qualcuno da fastidio, ma l’integrazione è un processo inevitabile. Lo dico pur sapendo che oggigiorno si specula politicamente sui migranti contro i quali si punta il dito per molti dei problemi della società attuale

Ogni tanto dovremo riflettere su quel 1991 e sulla capacità di integrazione che abbiamo avuto in quel frangente e pensare che è sempre possibile edificare una società migliore se tutti insieme ci rimbocchiamo le maniche.

8 Agosto 2024 0 Commento
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