“Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore, che è Cristo Signore” (Lc, 2,10-11). L’angelo annuncia ai pastori la nascita di Cristo, si rivolge agli ultimi nella certezza che essi, con umiltà di cuore, comprendano il messaggio divino. Anche per i non credenti resta il fatto che Gesù è nella storia dell’umanità e, se la sua vita e la sua parola fossero frutto di un romanziere, allora potremmo dire che questo è stato senza dubbio il più
Sociale
Nella società contemporanea è scomparsa la razionalità e l’opinione pubblica che, nelle stesse democrazie liberali, è diventata manipolabile e servile.
Nel mondo contemporaneo si avverte, sempre più, un disperato bisogno di una difesa delle società aperte e delle democrazie liberali e del rispetto di chi segue le regole della convivenza civile. Tutto questo perché l’auspicata crescita della
NELLA SOCIETÀ CONTEMPORANEA È SCOMPARSA LA RAZIONALITÀ E L’OPINIONE PUBBLICA CHE NELLE STESSE DEMOCRAZIE LIBERALI È DIVENTATA MANIPOLABILE E SERVILE
Nel mondo contemporaneo si avverte, sempre più, un disperato bisogno di una difesa delle società aperte e delle democrazie liberali e del rispetto di chi segue le regole della convivenza civile. Tutto questo perché l’auspicata crescita della consapevolezza generale dei cittadini delle democrazie occidentali non è avvenuta, anzi negli ultimi decenni è tragicamente regredita.
L’INGIUSTIFICABILE E TRAGICO COSTO DI UNA GUERRA INSENSATA – I BAMBINI MORTI A GAZA
La Striscia di Gaza, un’area già profondamente segnata da conflitti e tensioni, ha visto una escalation di violenze che ha portato a una crisi umanitaria senza precedenti.
Tra le vittime di queste violenze, i bambini sono tra i più colpiti, portando con sé una scia di dolore e sofferenza che merita di essere messa in evidenza. Le operazioni militari, spesso condotte in aree densamente popolate, ricadono pesantemente sui civili, con una mancanza di protezione adeguata per i più vulnerabili.
Le scuole, gli ospedali e le abitazioni diventano bersagli in un contesto di guerra che non fa distinzione tra obiettivi militari e civili. La devastazione che ne deriva non solo porta alla perdita immediata di vite, ma crea anche traumi psicologici e infrastrutture distrutte che rendono difficile la vita quotidiana. Le conseguenze della morte di bambini a Gaza vanno oltre l’immediato.
I sopravvissuti portano con sé un carico emotivo pesante, con traumi che influenzano il loro sviluppo e il loro futuro. Di fronte a questo dramma umanitario, la comunità internazionale ha espresso grave preoccupazione. Organizzazioni come UNICEF e Amnesty International hanno ripetutamente lanciato appelli affinché si proteggessero i bambini. Tuttavia, gli sforzi per ottenere un cessate il fuoco duraturo e una soluzione pacifica restano complessi e sfuggenti.
La morte di bambini innocenti a Gaza è una delle conseguenze più angoscianti di un conflitto che continua a mietere vite e a distruggere speranze. È necessario un impegno serio e immediato da parte delle forze in campo e della comunità internazionale per porre fine alla violenza e garantire un futuro migliore per i bambini di Gaza.
I vecchi problemi, quelli già esistenti, in tempi correnti sembrano accentuarsi ed essere di grande attualità come non mai. Di recente, in Luglio per la precisione, ha fatto notizia il caso dell’arresto di tre stranieri che illecitamente ingaggiavano e sfruttavano braccianti agricoli nei vigneti delle Langhe.
Il nostro spirito di accoglienza e una solidarietà molto forte ha reso possibile affrontare quella che, nel 1991, sembrava un’emergenza insuperabile.
Oggi i nostri paesi e le nostre città sono piene di quei giovani albanesi. Molti di quei ragazzi sono diventati nostri colleghi di lavoro, hanno messo famiglia in Italia ed i loro figli vanno a scuola con i nostri, qualcuno ha preso moglie o marito italiano e qualcun altro è tornato nel suo paese.
Penso ai miei amici albanesi – a Nicola, a Flavio o a Benito – e penso che Larino non potrebbe fare a meno di loro e che sarebbe meno bella se non fossero mai venuti in paese.
So di dire una cosa che a qualcuno da fastidio, ma l’integrazione è un processo inevitabile. Lo dico pur sapendo che oggigiorno si specula politicamente sui migranti contro i quali si punta il dito per molti dei problemi della società attuale
Ogni tanto dovremo riflettere su quel 1991 e sulla capacità di integrazione che abbiamo avuto in quel frangente e pensare che è sempre possibile edificare una società migliore se tutti insieme ci rimbocchiamo le maniche.
Nel mondo contemporaneo, come riportato da “Il Manifesto”, del 26 luglio 2024, ci avverte il policy advisor di Oxfam Italia Misha Maslennikov: «La ricchezza dell’1% più facoltoso del pianeta è cresciuta di 42 mila miliardi di dollari negli ultimi 10 anni, ma le tasse per i più ricchi sono ai minimi storici. Dipende dalla volontà politica dei governi del G20, ma non è possibile mantenere le ingiustizie». In Italia, aumentano le disuguaglianze: l’1% più ricco in proporzione paga sempre meno tasse del restante 99% dei contribuenti.
IN ITALIA LA POLITICA SA TAGLIARE SOLO LO STATO SOCIALE E I SALARI DEI LAVORATORI PIÙ POVERI, LO CONFERMA L’UNIONE EUROPEA
Pubblicato il nuovo rapporto sullo stato dell’occupazione effettiva e del lavoro nell’Unione Europea, redatto congiuntamente dalla Commissione e dal Consiglio europei. Questo documento contiene anche precise analisi e aggiornati commenti sulle politiche effettivamente intraprese dai vari governi nazionali dell’Unione Europea in materia di lavoro e protezione sociale. Per l’appunto, quest’anno, il Governo italiano della Meloni è stato esplicitamente rimproverato e redarguito in quanto le politiche di contrasto alla povertà chiaramente non hanno prodotto nessun effetto positivo, anzi, le cose sono peggiorate.
Per l’economista francese Thomas Piketty i maggiori problemi e ingiustizie nella distribuzione dei redditi nelle società contemporanee sono dovuti al prevalere nelle preferenze degli investitori per la speculazione finanziaria al posto degli investimenti nell’economia reale e produttiva. Naturalmente questa preferenza deleteria degli investitori va anche a discapito della economia ambientale e delle energie alternative, che sarebbero senza ombra di dubbio il vero investimento per il futuro dell’umanità e del nostro pianeta.
L’Istat ha presentato il suo rapporto annuale 2024, ricchissimo di dati sul nostro paese.
Uno dei dati sicuramente il più preoccupante riguarda i nostri giovani: che stanno letteralmente sparendo.
Non è una novità, il calo demografico è fenomeno in atto da molti anni, ma i numeri sono d’avvero impressionanti.
