La questione palestinese tutto ha sollevato nel consiglio comunale di Ferentino tranne una ferma condanna al genocidio in atto nella Striscia di Gaza ad opera del governo israeliano.
Al contrario, sono emersi “esperti” di diritto amministrativo e “tecnici” di procedure consiliari ed equilibri politici. Senza scomodare il TUEL, basterebbe ricordare che la fonte non solo primaria ma fondamentale per ogni ente locale è la Costituzione Italiana dove all’interno si trovano proprio i principi di Pace e Umanità.
Ma diciamolo chi ha guardato il consiglio dall’esterno non ha capito fino alla fine di cosa si stesse discutendo realmente e il rispetto istituzionale verso la cittadinanza vuole che chi presenta una mozione almeno la legga, invece, si è passato il tempo a identificare cosa fosse stato presentato, che alla fine non era altro che un mozione perché un ordine del giorno non ha una proposta di deliberazione ma la deliberazione nasce al termine del confronto tra i consiglieri (altro che TUEL). Diciamo che il tentativo sin dall’ inizio probabilmente era di mandare tutto a “tarallucci e vino”. mentre a Gaza manca acqua, cibo e medicinali.
Tranne qualche rarissima eccezione tra i consiglieri presenti, nessuno si è sentito di elevare la discussione entrando nel merito di cosa succede a Gaza dove non c’è una guerra ma c’è un popolo ormai da troppo tempo aggredito quello palestinese e quanti bambini innocenti devono ancora morire per un attacco di terrorismo vile e brutale da parte di Hamas, che non ci dimentichiamo mai di condannare, ma i bambini nella Striscia di Gaza morivano ad opera di attacchi militari di Israele anche da prima.
Inoltre, il testo presentato dal consigliere di maggioranza era già edulcorato perché, oltre al buon proposito di riconoscere lo Staro di Palestina (ed è giusto che i comuni pressano perché a differenza di altri Stati il nostro governo non sembra intenzionato a farlo) non entra nel merito della condanna dei massacri alla popolazione civile e non cita mai chi è l’aggressore.
Riguardo, l’opposizione avrei preteso rispetto per la questione palestinese integrando il punto proprio e formulando una proposta più elevata in linea con il centrosinistra nazionale anzichè equiparando le due proposte della maggioranza e scegliendo la via dell’astensione.
Se un tema importante come quello della Palestina deve diventare una “resa dei conti spiccia” in un consiglio comunale, meglio disobbedire e ritirare la proposta.
