STRAGE DI VIA D’AMELIO: L’IMPEGNO ANTIMAFIA VANNO ANCORA ALIMENTATI

di Giuseppe LUMIA

La strage di via d’Amelio: Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddi Cosina, Claudio Traina. Passano gli anni ma la ricerca di verità e l’impegno antimafia vanno ancora alimentati. 

Eh sì, passano gli anni ma anche sulla Strage di Via d’Amelio sentiamo ancora una ferita aperta che sanguina. La vicenda della scomparsa “dell’Agenda Rossa” ne è l’emblema. 

A ben riflettere, il disagio che avvertiamo dentro ha buone ragioni. 

Siamo innanzitutto ancora lontani dall’accertamento completo delle responsabilità, soprattutto della componente collusiva presente nelle istituzioni e nei vari poteri, dagli apparati deviati a quelli più o meno occulti e massonici. Non è per niente da escludere il coinvolgimento di soggetti della destra eversiva, come in altri stragi che hanno straziato e segnato la nostra democrazia. 

Depistaggi, strategie minimaliste e negazioniste trovano nuovo alimento. Si rischia di allontanarsi dalla realtà che, per quanto terribile e complessa, ci indica uno scenario: le stragi sono sempre il concentrato di diverse concause. Vanno tutte ricercate, sviscerate e indagate a costo di trovarci di fronte alle più amare e terribili verità. 

La legislazione antimafia, che sintetizziamo nella definizione di “doppio binario”, rischia di essere demolita, tassello dopo tassello, senza comprendere che il “vincolo mafioso” è in grado di piegare e strumentalizzare anche le buone ragioni di recupero e reinserimento dei detenuti. Tutti i boss scarcerati sono in piena attività e costringeranno ad un impegno dispendioso da parte delle Forze dell’ordine e della magistratura, che così saranno allontanate dai colpi più risolutivi sulle collusioni e sul riciclaggio. 

È possibile cambiare passo? 

Altroché! Non c’è aspetto della forza delle mafie su cui non siamo in grado di sferrare strategie risolutive ed efficaci, tanto sul versante sociale e culturale, quanto su quello economico e finanziario, così pure su quello politico-istituzionale, sia locale sia globale. 

Allora, niente retorica né resa, ma consapevolezza, progettualità e impegno motivante e liberante. 

In questo modo possiamo costruire una solida memoria e non scadere nella retorica e in sterili divisioni.

  • Giuseppe Lumia, detto Beppe, è un consulente di impresa ed un politico italiano.
    Per diversi anni Presidente nazionale del MOVI (Movimento di Volontariato Italiano) è fra i maggiori promotori in Italia del Terzo Settore Sociale.
    Deputato della Repubblica dal 1994 al 2008 e, poi, Senatore fino al 2018 ricoprendo dal 2000 al 2001 il ruolo di presidente della Commissione parlamentare antimafia.

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