Appare come una improvvida e arbitraria attività di polizia militare quella condotta dagli Stati Uniti in territorio venezuelano, in cui hanno perso la vita ottanta persone, tra i quali trentadue agenti cubani di scorta al Presidente Maduro, ma è un’operazione a lungo pianificata. Droni, elicotteri e aerei invisibili ai radar hanno colpito con un elevato grado di precisione alcuni obiettivi militari. All’indomani dell’aggressione il mondo già diviso in due e più parti, sembrerebbe essersi allontanato definitivamente. Calpestato il diritto internazionale, restaurata la legge del più forte e quella del taglione, i paesi non allineati e non funzionali al potere di Trump e poi della Nazione, sono ormai nella linea di mira. Cina, Russia e Israele, sono politicamente e moralmente abilitati, ciascuno per i propri scopi, dalla condotta statunitense, a marcare nuove linee di confine. L’Est europeo, il Medio Oriente e l’Oriente, seguiranno l’America Latina nel processo di disgregazione e assoggettamento. L’Europa si conferma premier danseur accanto alla prima donna Trump e pubblico pagante nel teatro della geopolitica contemporanea.
Ne discutiamo con il Prof. Vincenzo Musacchio, giurista e criminologo che dell’America Latina conosce fasti e nefasti, per l’attività di consulente in materia di contrasto al narcotraffico.
L’azione statunitense nei riguardi di Maduro supera ogni ragionevole previsione sulle mosse di Trump, il quale non perde occasione per anticipare con slogan e minacce le sue intenzioni. In un’epoca relativamente “normale” era consuetudine americana agire per interposta nazione, oppure attraverso la CIA. Sul piano prettamente giuridico, cosa dovrebbe accadere al governo americano e cosa accadrà invece dopo la violazione delle regole del diritto internazionale?
In caso di aggressione tra Stati sovrani, per lo Stato che aggredisce, nel caso di specie, in palese violazione delle regole del diritto internazionale, sono previste sanzioni collettive imposte dal Consiglio di Sicurezza ONU (Cap. VII Carta ONU), che possono essere economiche, finanziarie, commerciali, o rivolte a specifici individui e persone giuridiche. L’aggressione è anche un crimine internazionale e quindi può portare a responsabilità penali individuali tramite la Corte Penale Internazionale (CPI) o tribunali ad hoc, per crimini di guerra o contro l’umanità. Che cosa accadrà è purtroppo evidente: si sta andando verso l’inesorabile fine del diritto internazionale in favore della legge del più forte. Stiamo passando dallo Stato di diritto allo Stato di natura di matrice hobbesiana. Il più forte detta le regole e i più deboli le subiranno. Agli Stati Uniti, quindi, non accadrà nulla.
Prof. Musacchio, da cosa deriva il senso d’impunità di Trump? Bilanciamento degli equilibri geopolitici con Russia e Cina? Fiacchezza delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea?
Deriva dalla sua grande potenza militare e fino a poco tempo fa anche da un’egemonia economica del dollaro che ora sta venendo meno per causa di potenze concorrenti come la Cina, l’India, la Russia. Sicuramente si stanno ridisegnando spartizioni geopolitiche a livello mondiale che credo potrebbero mostrarci soluzioni impensabili fino a ieri. Le Nazioni Unite nel corso degli ultimi anni, purtroppo, hanno dimostrato la loro inconsistenza. L’Unione europea, invece, è del tutto inesistente e priva di qualsiasi ruolo nei nuovi assetti geopolitici.
Per l’attività di consulente in materia di contrasto al narcotraffico internazionale che ha svolto in America latina (per Equador e Paraguay), per le sue conoscenze in loco e dalle informazioni in suo possesso, oltre le dichiarazioni di Trump e poi le ritrattazioni sulle reali ragioni dell’azione di polizia militare svolta, ritiene che i porti del Venezuela, da cui partirebbero carichi di stupefacenti, rappresentino un problema rilevante per gli Stati Uniti?
Assolutamente no. Il Venezuela, in base ai dati noti, non ha alcun ruolo di rilievo nel narcotraffico internazionale. Il suo ruolo è marginale, limitato soltanto a funzioni di transito marittimo e aereo. È un «territorio utile» perché da lì partono imbarcazioni e piccoli aerei che trasportano cocaina proveniente dalla Colombia verso la Florida. Si tratta, tuttavia, di una delle tante “piattaforme di passaggio” secondarie rispetto ai flussi principali messicani e colombiani.
Una menzogna diventa verità se ripetuta più volte, addirittura se spalleggiata da altri capi di Governo o Stato, come Meloni, che cerca maldestramente di giustificare con la storia del narcotraffico l’attacco statunitense. Dov’è finita la dignità dei politici ai più alti livelli e come si è persa autonomia e senso critico sulle scelte interne ed estere?
Sinceramente non comprendo come si possa definire legittimo che un Paese di punto in bianco decida di bombardare uno Stato sovrano – senza mandato dell’ONU, della Corte Penale Internazionale e tanto meno del suo Congresso – e sequestrare e deportare il suo Presidente e la sua famiglia. Una volta i politici erano anche intellettuali e avevano una reputazione e una dignità istituzionale da difendere, oggi questi valori scarseggiano. Ricordo che quelli che dettano la linea del Governo ora, votarono per Ruby come nipote di Mubarak.
Si parla di farsa e di resa concordata di Maduro, poi di tradimento da parte della vicepremier Rodríguez, sta di fatto che le compagnie petrolifere americane sono pronte a riacciuffare il bottino perduto e Trump governerà con un “protettorato”. Davvero è possibile tutto questo dopo le centinaia di pagine ratificate in sede di Nazioni Unite, accordi multilaterali nelle aree di conflitto e prima ancora, dopo la fine del colonialismo europeo?
Non possiamo fare il processo alle intenzioni, il tempo ci dirà cosa sia accaduto realmente. Siamo sicuramente di fronte ad un “nuovo imperialismo” attuato come una forma di controllo militare, economico e politico esercitata da Stati più forti su Nazioni più deboli. Trump ha chiarito di voler rinvigorire la vecchia “Dottrina Monroe”: l’idea secondo cui gli Stati Uniti avrebbero il diritto di dominare gli affari dell’intero emisfero. Ha parlato apertamente del controllo delle riserve petrolifere del Venezuela, le più grandi del mondo, e ha affermato di voler creare in loco un protettorato americano. È qualcosa che deve essere categoricamente condannato dal mondo democratico. Il rischio che corriamo è la fine dell’umanità.
Vincenzo Musacchio è criminologo, docente di strategie di contrasto alla criminalità organizzata al RIACS di Newark, già docente di diritto penale in diverse università italiane e presso l’Alta Scuola di Formazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri in Roma, tiene corsi negli Stati Uniti a membri delle forze di polizia, inclusa la Polizia Metropolitana di New York. È associato al Rutgers Institute on Anti-Corruption Studies (RIACS) di Newark (USA) e ricercatore presso l’Alta Scuola di Studi Strategici sulla Criminalità Organizzata del Royal United Services Institute di Londra. Allievo di Giuliano Vassalli ha collaborato anche con Antonino Caponnetto. È promotore di programmi educativi, come il progetto “Legalità Bene Comune” nelle scuole, interviene in trasmissioni televisive come “Presa Diretta”, “Newsroom” e “Report” e su altre testate nazionali e locali inclusa L’Eguaglianza.
