Siamo giunti. Ci troviamo immersi nel periodo delle grandi contraddizioni e che viaggia a velocità molto diverse tra loro. C’è, però, una porzione della società costretta a viaggiare a velocità eccessivamente elevata, supersonica direi, bruciando le tappe. E’ quella dei bambini. Da sempre oggetti di attenzioni di diversa natura sembrano essere i più tutelati dalla Legge. Basti citare la Convenzione ONU approvata nel 1989 e ratificata, poi, anche dall’Italia. Eppure qualcosa non torna. i bambini piangono, soffrono, vengono venduti, rapiti, seviziati, violentati, massacrati, uccisi. Vi sono regioni, anche in Italia, dove il rispetto per i più piccoli è sacra tradizione tanto che a tavola il primo piatto servito spetta a loro. Ma oggi occorre fare i conti con un mondo in cui i bambini cominciano ad essere un Bene raro. A fronte del fatto che la natalità èai minimi storici, non siamo in grado di tutelarli. Essi sono il futuro ma sono anche gli osservatori ed i detentori dei nostri insegnamenti. Bisognerebbe domandarsi cosa stiamo preparando per loro. Le mie sono parole forse fin troppo ripetute ma ciò di cui non dovremmo capacitarci è che stiamo assistendo al periodo storico più vergognoso che sia mai stato vissuto, in cui tutti vantano Titoli, Competenze, emancipazioni raggiunte ma di fronte agli abusi e agli orrori dei potenti della Terra sui bambini nessuno muove un dito. La vita va avanti come sempre, come se avessimo visto un film ormai giunto ai titoli di coda, pronti per un altro film . Così come i processi in diretta TV e la spettacolarizzazione del dolore di famiglie che vedono esposti o espongono sugli schermi i volti dei propri piccoli sono da considerarsi cose molto gravi, tanto da fornire occasione di libera strumentalizzazione anche dalla politica. Spesso ci si sente in colpa se cuccioli di animali vengono abbandonati ma, se finiscono adottati, ricevono ogni tipo di cure e di attenzioni dando vita ad un business senza fine. Ma questa è un’altra storia. Penso, invece, a tanti cuccioli di Uomo che resteranno abbandonati o chissà che altro.
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