Non può che scuotere il rapporto annuale a cura del WIL (World Inequality Lab) – la rete globale di scienziati sociali laboratorio di ricerca internazionale che studia le disuguaglianze economiche, sociali e ambientali in tutto il mondo – secondo cui la maggior parte dei limiti del nostro pianeta: regolazione del clima, abbondanza delle specie viventi e disponibilità di acqua dolce hanno superato quelli che gli studiosi definiscono margini “sicuri e giusti” mentre resta una chimera l’obiettivo di garantire in tutti i Paesi del mondo un’istruzione di qualità, un lavoro gratificante e un’assistenza sanitaria accessibile.
Secondo gli economisti del WIL, coordinati tra gli altri da Thomas Piketty, per salvare il pianeta dal possibile collasso climatico e garantire benessere diffuso e condiviso tra tutti i popoli è necessario un “mondo senza miliardari” con tasse pagate a livello mondiale per realizzare sistema economico planetario con settimane lavorative dimezzate, 5mila euro al mese di reddito per tutti e un fondo globale che redistribuisca ogni anno il 10% del Pil per consentire a tutti i Paesi di finanziare investimenti in transizione ecologica, istruzione per tutti e sanità gratuita. Per garantirci la sopravvivenza sul nostro pianeta, fermandoci sotto i 2 gradi di aumento della temperatura rispetto all’era preindustriale, serve assolutamente ridurre il peso economico, politico e sociale degli ultraricchi che detengono tutta la ricchezza globale, produrre e consumare meno le cose inutili, redistribuire il lavoro e, soprat- tutto, riequilibrare i redditi, oltre che tra superricchi e poveri, anche tra il Nord e il Sud del mondo; insomma “la compressione delle disuguaglianze globali è condi- zione necessaria per una prosperità condivisa su un pianeta limitato” e per evitarne il suo collasso.
In sintesi si propone una tassazione simile a quella degli USA durante la grande crisi economica per “la plutocrazia globale”, che controlla e dirige le nostre (ormai) deboli democrazie, con benefici per tutto il pianeta sia per le aree più povere di esso sia per quelle più ricche – come la nostra – dove la maggioranza della popolazione vedrebbe migliorare di gran lunga le proprie condizioni di vita.
La storia dell’umanità ci dimostra che le trasformazioni sono possibili e la proposta del WIL è realizzabile ma intorno ad essa è necessario consenso e sosteno diffuso nelle società civili del mondo intero.
