TERREMOTI E CATASTROFI NATURALI: AL DOLORE DEVE SEGUIRE UN RIPENSAMENTO DELL’OPERA DELL’UOMO

di Giuseppe LUMIA

Le immagini del Terremoto che ha devastato sia la Turchia che la Siria sono ancora davanti ai nostri occhi. Arrivano notizie di fonte Onu che i morti sono molti, ma molti di più di quelli che vengono ufficialmente censiti.

Ogni essere umano estratto dalle macerie vivo sembra una vita che risorge. Quando sono bambini poi… Nel nostro Paese ne sappiamo qualcosa!

Ma è bene chiederci quando capiremo che bisogna cambiare passo. Quando capiremo che terremoti e disastri naturali sono così dannosi anche per via delle scelte sbagliate che continuiamo a fare sulle costruzioni, sull’uso del cemento, sulla devastazione di fiumi, torrenti, laghi, coste e montagne… Senza parlare degli effetti del cambiamento climatico!

L’elenco degli orrori è lungo come pure quello dei morti e dei danni che contiamo e rincorriamo sperando di essere scansati da tali tremende esperienze.

Lo sviluppo sostenibile socialmente e ambientalmente rimane un cammino tuttora lento, incerto e contraddittorio. Ad un passo in avanti spesso ne seguono alcuni indietro, altri laterali e incerti.

La Turchia sapeva. Così la Siria. Ma la Turchia di Erdogan ha da tempo altre priorità. Così la Siria di Assad. Nel mezzo ci sta il popolo Curdo perseguitato, usato e abbandonato da tutti!

Aiutare molto concretamente i due Paesi e i tre popoli, e soprattutto i poveri, adesso è il minimo che si possa fare, ma il cambio di passo è necessario, urgente e irrimandabile.

Anche da noi infatti bisogna muoversi con un passo più solido, lineare ed efficace. C’è molto da ripensare e da riprogettare, se vogliamo che il pianto che segue dopo ogni rovina ambientale non sia il classico e ripetuto pianto di coccodrillo.

Le scelte da fare sono ormai chiare, sia sul versante urbanistico, sia sul lato dell’assetto idrogeologico, sia su quello altrettanto importante delle ricadute sociali ed economiche.

Pianificare, prevenire, rigenerare non sono più termini astratti e lontani: si è ormai riusciti a raggiungere livelli di concretezza e di possibile realizzazione che attardarsi nello status quo è imperdonabile.

Allora bisogna rompere gli indugi e procedere passo dopo passo su scala locale e globale. Non c’è altro da fare. Avanti tutta!

Autore

  • Giuseppe LUMIA

    Giuseppe Lumia, detto Beppe, è un consulente di impresa ed un politico italiano. Per diversi anni Presidente nazionale del MOVI (Movimento di Volontariato Italiano) è fra i maggiori promotori in Italia del Terzo Settore Sociale. Deputato della Repubblica dal 1994 al 2008 e, poi, Senatore fino al 2018 ricoprendo dal 2000 al 2001 il ruolo di presidente della Commissione parlamentare antimafia.

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